Archivio storico dell'arte — 7.1894

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RECENSIONI

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nemerito, un antico e potente governatore di quella
contrada, il barone di Bruckenthal, morto nel 1803.

Il trovarvisi, come osserva l'autore del catalogo,
alcune opere di rango primario, basterebbe a ri-
chiamare l'attenzione del pubblico degli amatori
anche su questa quadreria. Essa contiene inoltre
una quantità di opere di maestri rari, per cui acqui-
sta interesse poi uno studio intimo della pittura.
Sono nientemeno che 1100 i capi che vi si enume-
rano. Prevalgono gli Olandesi e i Fiamminghi, fra
i quali si trova un ritratto di quel raro artista che
fu Giovanni van Eyck (catalogato sotto il nome
A. Diirèr), -e due del celebre Memling. Fra i se-
gnaci ed imitatori di Rembrandt troviamo rammen-
tato il Jan Victor le cui opere sono abbastanza
rare a trovarsi.

Gl'Italiani sono in numero di 200 circa, ma non
vi figurano artisti di speciale importanza, ad ec-
cezione di uno tuttavia che non vuole essere dimen-
ticato. Questi è Lorenzo Lotto, del quale la Gal-
leria possiede un'opera originale e segnata del nome
dell'autore.

Il Frimmel la qualifica senza esitazione per la
perla del riparto italiano. L'imagine ch'egli ce ne
dà mediante uno schizzo preso da alcuni particolari
del dipinto ci persuadono affatto. Il soggetto è
quello altre volte trattato dal pittore e molto usato
a' suoi tempi, quello cioè del San Girolamo in atto
di penitenza. È una tavoletta di legno dolce, alta
m. 0.55, larga 0.43, di mediocre conservazione. Il
santo è rappresentato sopra un fondo a boscaglia,
in atteggiamento molto animato, quale siamo soliti
vederlo nelle numerose sue opere che non appar-
tengono a' suoi più verdi anni, ma nei quali egli
sempre rivela la sua natura viva ed originale. Se
sia lo stesso quadro che l'anonimo Morelliano vide
già in casa di Dom. del Cornelio a Bergamo può
darsi, ma non si può asserire con certezza.

G. F.

Avv. Pietro G-ianuizzi. Lorenzo Lotto e le sue opere
nelle Marche.

Richiamano sempre la nostra attenzione quegli
scritti che servono a fare riflettere il lettore, nel
caso concreto poi a spingerlo ad ulteriori ricerche
intorno a un dato soggetto. Chi ama i nostri grandi
artisti e fra questi uno così riccamente dotato di
qualità originali quali il Lotto, non può se non sen-
tire stuzzicata la sua curiosità da una memoria

qiiale la suindicata, dove 1' autore prende occasione
dalla scoperta di un libro di note di Lorenzo Lotto
(scoperta da lui fatta fino dal 1885), per enume-
rare le opere del pittore, eseguite per o nelle Mar-
che. La memoria è concepita in forma di lettera
aperta, diretta al signor Anselmo Anselmi di Ar-
cevia e da lui pubblicata per esteso in 38 pagine
del suo periodico Nuova Rivista Miseria (fascicoli 5
e 6, anno VII, 1894). Una impressione generica che
non possiamo a meno di provare dalle informazioni
che vi sono contenute, si è quella della meraviglia
per le numerose testimonianze della grande atti-
vità e versatilità del nostro egregio pittore, ma in
pari tempo di un sincero rincrescimento che. la mag-
gior parte delle opere rammentate siano non solo
disperse, ma in gran numero probabilmente del
tutto perdute.

Seguendo l'ordine del tempo il Gianuizzi inco-
mincia ad enumerare quello che del Lotto si trova
tuttora a Recanati, dove sono limaste se non altro
sempre cinque opere di pittura. Prima di tutte la
deliziosa ancona a sei riparti del 1508, fatta per
l'aitar maggiore di San Domenico, artisticamente
una delle più accurate e pregevoli ch'egli abbia
mai dipinte. In proposito è significativo, come in-
dizio dei tempi, che i frati di San Domenico si
fossero rivolti al comune recanatese perchè con-
corresse con un sussidio alla spesa occorrente pel
compimento dell'opera e che questo fosse stato con-
cesso nella somma di 100 fiorini. I sei riparti suac-
cennati, secondo crede il G., dovevano essere cir-
condati da quindici altri, certamente in piccole
dimensioni, rappresentanti i Misteri del Rosario ;
erano oltre a ciò muniti di tre tavolette formanti
la predella dell' ancona, lodate anche dal Vasari,
come cosa rara, e rappresentanti quella di mezzo
" quando Santa Maria di Loreto (cioè la Santa Casa
della Vergine) fu portata dagli Angeli dalle parti
di Schiavonia, dove ora è posta ; „ le due laterali
" San Domenico che predica, colle più graziose
figure del mondo, „ e " Papa Onorio che conferma
a San Domenico la Regola. „ Queste tavolette assai
probabilmente sussistono tuttora, poiché essendo
state staccate dall'ancona quando questa fu levata
dal suo posto d'origine, ne avranno fatto lucro in-
dubbiamente o per fas o per nefas quelli cui erano
affidate le cose del convento e della chiesa. Se il
presente possessore, il quale difficilmente si tro-
verà fra di noi, od altri per esso volesse darcene
contezza, ben lo proclameremmo benemerito degli
studi artistici intorno a tanto autore in ispecie.
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