Archivio storico dell'arte — 7.1894

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PIETRO GIANTJIZZI

di cui parecchi libri, e in specie di quest'ultimo, si avvertono per totalmente mancanti,
o, per frammentati, o per integri non sono garantibili.

Fallito il tentativo ora narrato, se avessi colla persona potuto accompagnare il mio
pensiero, sarei corso altrove a sperimentarne degli ulteriori, come a dire : a Venezia, ove,
secondo ho accennato di già, qualche opera, sia pur giovanile, di Giorgio riscontrare si
dovrebbe; 1 in Rimini, nel cui tempio malatestiano, ornato al tempo in cui egli frequentava
le Marche, parecchie cose di stile e sapor veneziano si veggono che per sue forse dovrebbonsi
riconoscere ; a Tolentino, dove il finale soprapposto alla bella porta maggiore della chiesa
di San Nicola, scolpita e firmata coli'anno 1435 dal fiorentino Giovanni Rosso, non infila
colle linee della medesima, e, per essere di pretto gusto veneto, differisce totalmente dalle
sagomature della stessa nettamente toscane, come pure, per l'altezza del rilievo e per la
snellezza di forma, le statue dell' uno fanno apparir piatte e alquanto tozze quelle che sono
nelle nicchie dell'altra; finalmente in Ravenna, in cui, secondo apparirà da uno dei docu-
menti che io sono per offrire, Giorgio, intorno al settembre del 1459, trovavasi, non si sa
bene, se di passaggio semplicemente, o per lavori che ivi gli fossero stati commessi, o per
trattative di cose relative all'arte che egli professava. Ma ora, poiché tanto di far non mi
m'è dato, convien mi rassegni a dar fuori quello che ho, pur lasciando ad altri studiosi
il ricorrere in mia vece ai fonti che per ciò qui loro ho indicati e lo scoprirne dei nuovi,
che del pari loro auguro di tutto cuore fecondi.

Siccome però veggo che gli' atti da me rinvenuti e da me pur anco annotati, di per
sè soli non basterebbero a far comprendere la grande figura di Giorgio, la quale reste-
rebbe, per così dire, più che dimezzata per chi non conoscesse eziandio le notizie su di
lui fornite dal libro del Fosco ; e, poiché fa pur d'uopo avvertire qualmente alcune di
quelle sarà per essere rettificata da questi; ritengo opportuno, per alleggerire il mio let-
tore dall' obbligo di provvedersi del detto libro, il premettere ai medesimi un breve ma
esatto ristretto di quanto ivi è raccolto, omessa naturalmente la descrizione degli edifìci,
la quale, almeno in parte, potrà essere supplita dalle incisioni che qui appresso vedrannosi
intercalate fra la mia dicitura. Ma, poiché due cose pur v' hanno che in verun modo non
è possibile di abbreviare, senza del tutto guastarle ; trovo conveniente di farle precedere
all' enunciato ristretto tali e quali la paziente ed amorosa cura del Fosco le compilò,
accompagnate però da qualche mia nota.

Quelle sono: l'albero genealogico della famiglia di Giorgio, che contasi fra le più nobili
ed illustri d'Italia, e l'elenco de' suoi scolari e garzoni, a parecchi dei quali una parte,
sia pur quanto si voglia modesta, della meravigliosa riuscita delle sue opere è certamente
dovuta.

1 Leggendo l'eruditissima ed altrettanto splendida
prima parte dell' Opera del professor 'Pietro Paoletti
d'Osvaldo intitolata L'Architettura e la scultura del
Rinascimento in Venezia, edita ivi nel 1893 a spese
dell'Ongania e Del Nayia, si rimane sorpresi nel

constatare come, persino alle tanto accurate inda-
gini di sì egregio ricercatore, non sia peranco riu-
scito di scoprire in quella città nè un'opera di Giorgio,
nè un documento che al medesimo, sia pure indiret-
tamente, si riferisca.
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