Archivio storico dell'arte — 7.1894

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GIORGIO DA SEBENICO ARCHITETTO E SCULTORE

413

Y.

Documenti inediti riguardanti Giorgio da Selenico.

1.

22 ottobre 1451.

Archivio comunale di Ancona — Libro composto di 3 fascicoli che incomincia dalla carta segnata col
numero 36 e contiene gli Atti consiliari di quel comune celebrati nell'anno 1451, c. 68b e 69a,

Capitoli coi quali, per il prezzo di 900 ducati d'oro, dal comune anconitano è allo-
gata a Giorgio da Sebenico l'opera della facciata della loggia de' Mercanti.

Capitula et parta logie comunis facta cum magistro georgio.

Anno indictione et pontificatn predictis [1451, Indizione XIV Pontificato di Nicolò V]
die autem xxij octobris : Congregato et cohadunato colloquio quam plurium Civium Ciuitatis
Ancone Mandato Magnificorum dominorum Antianorum et Regulatorum diete Ciuitatis Ancone1

ivi derivata da maestri etruschi e greci e sulla quale
l'Alberti aveva improntata la sua maniera.

6. Che, dalla partenza di Giorgio da Roma alla
sua morte, passarono altri sette anni, e, secondo ve-
drassi in appresso, più di sei dal suo ritorno da An-
cona a Sebenico.

7. Che per un artista di sì vasto e versatile in-
gegno, quale fu Giorgio, non dovette essere impos-
sibile il tramutare, anche da adulto e da vecchio, la
prima maniera appresa in Venezia alla scuola dei
Bon e seguitata, da lui sempre nelle opere erette in
Ancona, coli' ispirarsi più tardi nella stessa Venezia,
od anche forse in Treviso, sulla nuova introdottavi
dai Lombardo ; la quale, per essere meno attaccata
alla classica antica che non quella dell'Alberti riuscì
più originale, e, sebbene fondata pur sulla classica,
più conforme allo spirito di esso Giorgio educato
alla forma snella e gentile anziché alla larga e co-
lossale. Ne però farebbe al tutto meraviglia il sapere
quanto lo Jachson non dubitò di affermare : aver
cioè il medesimo Giorgio, coll'andare innanzi nel suo
duomo di Sebenico (alla cui fabbrica interpolatamente
attese per trentacinque anni) lasciato sempre più
l'elemento gotico, finché il suo stile avvicinossi a
quello dei Lombardo di Venezia. Se non che, panni
che lo Jachson, invece di nominare il duomo in ge-
nerale, avrebbe dovuto indicarne solo V ultima parte,
o più esattamente l'alzato superiore della nave mag-
giore; giacché quel della cupola sovrastante, più che
ogni altro stile rammenta quello dell'anconitana di
San Ciriaco.

Archivio storico dell' Arte - Anno VII, Fase. VI.

8. Che infine, per essere tuttavia molto incerta
la cronologia delle vite e delle opere degli accen-
nati Lombardo ed ancor più di quel non appaia
la loro genealogia, non panni esser giunto il tempo
per maturamente decidere della priorità di essi su
Giorgio o di Giorgio su d'essi nella invenzione dello
stile cui il volgo, d'accordo cogli eruditi, ha sempre
denominato dai primi e forse non giungerà mai a
denominar dal secondo, quando pure le prove più in-
discutibili uscissero, per avventura, a dimostrarlo
trovato da lui, intorno alla cui persona, opere ed
interessi, qualche maggior lume a quello che già se
ne ha, daranno per ora gli atti che qui subito ap-
presso son lieto di poter pubblicare.

1 Lin dal 30 di luglio dello stesso anno il Consi-
glio comunale anconitano avea ordinato che sei
cittadini scelti da ogni terziere, ai quali dovevasi
affidare la carica di Regolatori dei colloquii, aves-
sero a conferire con gli Anziani, a cui spettava il
diritto di eleggerli, affine di deliberare sul da farsi
per la fabbrica della Loggia, di cui qui è parola;
ed aveva fatto divieto agli ufficiali addetti alla me-
desima di deliberare, concertare, o far checchessia
di riferibile alla stessa, senza l'intervento degli An-
ziani e Regolatori summentovati. Così pure fin da
quel giorno il detto Consiglio aveva approvate due
partite di spese fatte per la Loggia medesima : una
cioè di 240 ducati, l'altra di 120, dei quali era stato
depositario l'anconitano Lelio de Ufreduciis che, per
mandato, era tenuto a pagarne altri 120.

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