Archivio storico dell'arte — 7.1894

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GIORGIO DA SEBENICO ARCHITETTO E SCULTORE

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olligato pagarli altri ducento ducati per una parte de pagamento et infin de tucto el tempo pre-
dìcto et non pi-ima dato pero (sic) el iudiciq prima delti supradicti indici deputati ut supra el
comuno prefato sia tenuto a satisfarlo del resto de dicti dinari.

studiando deaurando arcum diete lodie et faciendo
Certam quantitatem rosarum In pluribus et diversità
pa iti bus et temporibus prò ut prò rainutis apparere
dicitur in libris Ratiocinarie Magnifici comunis pre-
dictj de quibus scutis Mille sexcentis et triginta
tribus receptis prò dictis tribus Causis In pluribus
partitis dictus Magister peregrinus per se etc. fecit
dicto Magnifico comuni Ancone absenti etc. et pre-
sentibus Dominis Jolianni Senato et petro Senile
gentilis stipulantibus et recipientibus nomine et vice
dicti magnifici comunis ancone finem et quietatio-
nem etc. „

A meglio completare le notizie clie si hanno su
questa Loggia, non meno che sul palazzo Benin-
casa e sul primo arrivo di Giorgio da Sebenico in
Ancona, aggiungo qui un brano della Cronaca del
Bernabei e due altri che reputo non ancora editi
della Cronaca di Landò Ferretti. Debbo però pre-
mettere che la data approssimativa la quale vedrassi
assegnata dal Bernabei alla erezione della stessa
Loggia, par contrastata da Camillo Albertini stato
Segretario archivista del comune di Ancona sul
finire del secolo scorso e sul principiare del presente
che, nel tomo secondo della sua Raccolta inedita
conservata in quell'Archivio, avvertì come, a carta 114
del Libro de' Consigli tenutisi dallo stesso Comune
nel 1392, si legga essersi dato principio nel mede-
simo anno alla fortificazione di detta Loggia. Può
essere però che l'edificio fortificato nel 1392 fosse poi
demolito e rifabbricato collo stesso nome in altro
posto.

" Non ho trovato (scrisse il Bernabei a c. 116)
ad unguem el suo principio tamen in quanto posso
pensare con la mia memoria et di Alcun altri nel
1443 o In Circa, li Anconitani vedendo la Città
adornarse de particulari edificij et reguardando le
mercantie terrestre Como marittime essere in stato
felice pensonno fare un publico receptaculo dove
li mercanti potessero commode stare passeggiare
Et Conferire de loro mercantie ad omni tempo.
Costituhmo un Iodio Chiamato et Ancora se
chiama La Logia de li Mercanti adpi-esso al fon-
dico del Communo da un lato La Casa de li heredi
de D ionisio Beninsa (sic, per Benincasa) da laltro.
La via publica denanti. Et el mare de reto (.sic)
[mprimis fo aparechiata le prima intrata in uolte
Col Solaro lino ale fenestre uerso el mare Doue per
antea era un certo precipitio con trauj et certe ta-
uole inule assestate Adeo periculoso che un Fran-
cesco de Besaccione licet Juuenis udendo passare
per li Cadde da alto ad Basso. Seruppe Francesco

inter cetera la testa poco mancò ad morire tamen
li remase la Cicatrice nel uiso per tutto il tempo de
la uita sua. In quel tempo medesimo fo facto el
tecto per un maestro di legname chiamato Giovan
Sodo homo de grande ingegno ne la Architectura.
Questo fece li bordonali de più pezi et tiroli nel
suo locho con sua laude et admiratione non solum
del populo Ma da tutti li altri maestri di legname.
Et in questo modo stette la dieta logia per alquanti
anni. Deinde in processo di tempo Ciò è nel 1450
uel quasi accapitò in Ancona un dignissimo maestro
tagliapietra per nome M° Giorgio de Sibinico. Que-
sti lauorando la facciata di Dionisio Vicino ad essa
Logia ut dictum est, da se etc. . .. „

Landò Ferretti seguitando nel libro IX della pro-
pria Cronaca, c. 203, il racconto del Bernabei, (che
ho lasciato interrotto perchè quasi eguale, ma meno
dettagliato e completo) così si espresse : " Essendo
nel med° tempo del 1450 capitato in Ancona un inge-
gnosiss.0 Architetto Professore d'intagliare (in) le
pietre sottiliss.0 (sic, cioè sottilissimamente) ogni mi-
nuto e delicato lauoro, nominato M. Giorgio da Si-
benico posto in opera a lauorare la facciata della
fabrica di Dionigi Benincasa congionta con la log-
gia sud/11 pensò tra se med° uoler fabricare la fac-
ciata della d.a loggia non meno per Cagion d'honore
che per desio (il Bernabei scrisse cupidità) di gua-
dagno. Onde fatto uno modello (il Bernabei: ciato
un desegno) fu menato da Dionigi alli Sig.1 Antiani
e Regolatori, il quale modello piacque a qualunque
persona lo uidde. (Il Bernabei: El decto disegno pareti
bello ad qualunque el vedea). Ma in quel tempo non
trovandosi in commune tanta copia di denari che
fosse bastante a tanta impresa il med° Dionigi con
alcuni altri Mercadanti huomini da bene desiderosi
del ornamanto della Città e del commodo di tutti
li Mercanti supplirono il Communo de loro propij
denari et essi se ne rimborsorono dalle entrate delle
dogane in maniera che lopera fu fatta ornata di fo-
gliami di belliss.0 statue et imag.ne di ricchi conci
et con nobili colonne il tutto di marmo finissimo e
nel mezzo alla sommità della prospettiva e facciata
(non già, come qui sembra in cima della facciata, ina
nel mezzo di essa immediatamente sopra la porta) vi
pose un bel taglio d'un Cauallo con un uomo ar-
mato sopra e dorato (il Bernabei, dopo la parola
fogliami, ha soltanto: et bellissime imagine col cavallo
et lanini armalo, tacendo della doratura di questo
della (piale ancor veggousi gli avanzi 1 il (piale è in-
segna et arme come già dissi della Città de Ancona,
(il Bernabei: è insegna o nero arme degli Anconetani)
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