Archivio storico dell'arte — 7.1894

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GIORGIO DA SEBENICO ARCHITETTO E SCULTORE

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et Magister Jlioannes Venetus 1 omnes Morantes In Cintiate ancone ex alia: ad laudem stimmi
et eterni dei eiusque Matris gloriosissime Virginis Marie: hereticorum que (sic) extirpa-
toris beati Augustini: ac totius Curie Celestis: Laudemque, gloriarti, et famam ecclesie Inclite
Ciuitatis ancone deuenerunt ad Infrascrittemi Compositionem et Infrascripta pacta porte

taliter cum effectu quod dicti magistri michael et
aloysius occaxione diete solutionis xxvij ducatorum
aurj vt supra promissorum et solvendo-rum per eos
dicto berardino vllo unquam tempore non molesta-
buntur nec Inquietabrmtur a dictis filijs dicti quon-
dam magistri georgij nec a supradicto magistro mi-
chaele fratre carnale dicti quondam magistri georgij
nec ab aliquo alio eorum nomine et damnum ali-
quid (sic) de predictis non recipient alias receptum
magistro michaeli et aloysio dictus berardinus et
magister antonius de eorum proprio attendere et
solvere promixerunt prò quibus omnibus et singulis
supradictis sic tenendis et inviolabiliter obseruandis
dicti magistri michael et aloysius et quilibet ipso-
rum principaliter et Insolidum obligando vt supra
voluerunt et pacto expresso obligauerunt posse et
debere ad petitionem dicti magistri berardinj et sui
procuratori^ posse debere realiter et principaliter
conueniri capi detinerj et carcerarj ancone auximj
firmi esculi (Ascoli) etc. Renuntiantes dicti magistri
micliael et aloysius. „

1 Credo di non errare pensando che il Magister
Johannes Venetus, il quale con quest' atto, insieme
a maestro Michele di Giovanni da Milano, assume
l'incarico di compiere la porta di Sant'Agostino non
finita da Giorgio da Sebenico, fosse la stessa per-
sona che trovasi appellata maestro Jannetto nella
seguente memoria da me rinvenuta nel più volte ci-
tato libro delle Riformanze comunali anconetane
del 1493, memoria assai interessante non meno pel
suo nome che per quelli di altri artisti intagliatori
di pietra i quali lavorarono per quel palazzo dei
Signori.

"Die 17 Decembre 1493
" Li Magnifici Signori Regulatori et li tre depu-
tati a la fabrica del palazo con consenso et voluntà
de li Magnifici Signori Antiani coptumarono a mae-
stro piero de Stefano (o Sante?) venitiano et a mae-
stro pasqualino de Joanne tragolino (o Begulino?)
de ancona tucti li balconi del palazo (che sono ven-
totto, cioè diciotto sul cortile e dieci sulla piazza del
Plebiscito e chiamati dal Bcrnabei fenestre fatte a

croce de pietra uiua a la usanza moderna ut dicitur,

ma che ora veggonsi privati tutti della croce) che re-
stano a fenirse de la qualità de li altri et più
presto megliori et più belli et de bone pietre i quali
già forono coptumati a maestro Jannetto et a mae-
stro Matheo (figlio di Antongiacomo al quale il Ber-
nabei attribuì la maggior parte di tale lavoro) et non
li hanno possuti fare: per ducati decesepte doro: (sic)

luno (sic) de dicti balconi a tucte loro spese excepto
de bastasie et di ponerli in opra. „

" Item coptumarono a maestro Matheo de Anto-
niacomo de Ancona taglia pietra de far lo pogiolo
ad architti de lo portone novo (il vecchio, ossia ciucilo
intagliato soltanto verso la piazza di San Domenico, o,
come scrisse il Bernabei la porta di pietra de esso
palazo verso Capedemonte, sul cui fregio fu inciso
MCCOC FIDES ET VNIO LIBERTATEM ANCONI-
TANAM CONFICIUNT LXX (sic), fu composto, sono
sue parole, prima fosse reassumpto dicto Edificio Cioè
nel millequatrocento septanta, [la cifra LXX. è an-
data perduta colla sua pietra che forse per essersi fra-
nata, è stata sostituita da altra liscia]. Et maestro de

LAUORARLO fo MAESTRO PlETRO TAGLIAPIETRA, che par

debba essere il medesimo Petrus Sanctis ciuis et ha-
bitator ancone, ricordato in un istromento del 10 feb-
braio 1452 a rogito di Nicolò di Bartolomeo Scacchi
notavo anconitano e perciò diverso dal qui sopra men-
tovato Pietro Veneziano, et Maestro Mattheo suo fi-
gliastro, il quale fu proprio lo stesso Matheo del pre-
sente documento., in Sieme (sic) con quello lo compose):
dove ha da esser lo Corredore da una facciata a
laltra per pregio et pagamento che li fo dati li ar-
chetti et grondaia (o cornice?) del tetto: secondo
appar nel desegno. „

Ed ora, poiché in questa nota, per dare tutte le
notizie che mi è stato possibile di ritrovare intorno
ai due maestri che compirono la porta di Sant'Ago-
stino ho dovuto recar documenti risguardanti ancora
altri maestri che con loro presero parte ai lavori di
pietra fatti pel Palazzo dei Signori di quella città,
ove esiste la stessa porta e tra questi altri maestri,
già ripetutamente si è fatta menzione di Matteo di
Antongiacomo anconetano, soggiungerò col Bernabei
che : " Questo etiam medesimo Maestro Mattheo fece
el portone de pietra viva (quello appunto chiamato
novo nel documento immediatamente qui sopra ripor-
tato) nel dicto palazo verso il Vescovato, „ ossia
pure verso l'attuale Comune. Ed io aggiungo e verso
il cortile del palazzo medesimo; poiché anche la mo-
stra di esso portone, che guarda quel cortile, panni
fatta in un sol tempo insieme con l'altra ; e stento
a credere alla moderna Guida di Ancona che dice:
" L'arco, per cui si entra (ben inteso, scendendo per la
via del Comune) nella piazzetta o cortile fu fatto eri-
gere con bel lavoro nel 1542 dal Governatore della
città, Lionello Pio da Carpi. „ Infatti se ciò fosse
vero, bisognerebbe pensare, o che il portone, ovvero
arco, di Matteo sia andato distrutto e sostituito dal-
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