Archivio storico dell'arte — 7.1894

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PIETRO GIANUIZZI

prefate ecclesie, seguendo principium: et Compositionem factam per olivi Magistrum Georgium
Lapidicenam Cimi Infrascriptis additionibus seu aggionte, videlicet: Ponendo duos Leones
subtus dictam portarti Que mine est composita, videlicet vnum Leonem a quolibet Latere. Ma-
gnitudinis et altitudinis, ad Instar: et prò vt sunt leones Importa (sic) Conuentus sancii do-
minici de Radiando 1 et Maioris altitudinis et magnitudinis medi] pedis et plus si erit Co-

l'attuale ; o che l'attuale, essendo pur di Matteo, fosse
eretto 49 anni dopo di essere stato lavorato ; o, in-
fine, che la mostra dello stesso arco posta verso il
Comune, nella cui cartella rilevata sul fregio del
cornicione leggesi :

SINT PROCVL LNSIDIAE FRAVDES DISCOR-
DIA BELLVM

HAC HONOR ET VIRTUS CUM JOVE CAPIT
ITER, sia di Matteo, e l'altra verso il cortile in cui
parimenti leggonsi incisi questi altri versi :

ALMA EIDES PROCERES QVAE VESTRAM
CONDIDIT VRBEM

GAVDET IN HOC SOTIA VIVERE PACE LOCO,
fosse stata fatta aggiungere colle relative spalle ed
imbotte dal detto Lionello Pio. Tale ipotesi sarà
respinta da chiunque osservi l'arco medesimo. Chissà
che dello stesso Matteo ancor non sia l'insegna
anconitana del cavaliere armato in sul cavallo,
intagliata in un quadro di pietra situato in alto nel
suddetto cortile di fronte al mentovato portico ?

L'asserto del Bernabei, è del resto fondato sul
vero, come si dimostra dal seguente brano di Rifor-
manza consiliare.

" 21 aprilis 1493.
" Itera decretimi et obtentum fuifc in dicto Con-
silio non obstantibus otto (sic) fabis nigris in con-
trarium quod Magister Matheus lapidarius habeat
terminum totius mensis Maij ad perficiendum opus
portoni iuxta palati uni dominorum et quod interim
deponantur floreni centum quod si non j^erficieret (sic)
et expediret ipsum opus perdat dictos centum flo-
renos. „

Non meno di altri cinque documenti possiedo
intorno allo stesso Matteo da me trovati in diversi
archivi ed intieramente trascritti, oltre a parecchi
che tengo soltanto appuntati ; ma poiché non riguar-
dano i lavori qui sopra ricordati, mi astengo dal qui
riprodurli.

1 Qui il notaio più esattamente avrebbe dovuto
scrivere In porta Ecclesie Conventus Sancii Dominici;
giacché la porta qui indicata, non é quella del con-
vento, ma della chiesa contigua che i Domenicani
avevano in Recanati insieme collo stesso convento.
Tale chiesa in origine fu dedicata a San Gregorio
papa e quindi, come lo è tuttora, al santo patriarca
Domenico, il cui Ordine, dal suo nome pur anco si
intitola e conserva tuttavia, ma non perfettamente
intiera, la stessa porta; dappoiché vi manca l'im-
botte dell'arco di cui alcuni pezzi sono murati nel

campanile della chiesa medesima a sostegno dei
perni o bilichi che reggono le campane, e la mezza
figura di san Gregorio benedicente, situata già sopra
il mentovato imbotte, trovasi riposta in uno dei vani
della sagrestia. Il municipio Recanatese, a cui ora
appartiene la detta chiesa, che è parrocchiale, do-
vrebbe, e per decoro patrio, e per amore dell'arte,
fare reintegrare la stessa bellissima porta il cui di-
segno non può essere a meno che non sia di Giu-
liano, da Maiano, il quale, al tempo in cui fu lavo-
rata, dirigeva ancora in quella città la fabbrica del
palazzo Venieri (poi Carradori ed ora Garulli) ideata
da lui, e in Loreto, proseguiva la costruzione dell'at-
tuale Basilica. Chi ne fossero gli esecutori ci vien
detto da due istromenti inediti, che qui riproduco,
da me ritrovati nel 1885 fra gli atti di Lodovico
Federici notaio recanatese, conservati nel ricchissimo
Archivio notarile della città medesima.

" Die 26 septembris (1481, indizione XIV, Ponti-
ficato eli Sisto IV). Actum in Ciuitate Rachanati in
quarterio Sancti Angeli in logia conuentus Sancti
Dominici da Rachanato posita justa (sic) bona dicti
conuentus undique presentibus baptista francisci pel-
lipario et amico joannis testibus. etc.

" Matheus pauli de Rechanato sponte etc. fuit
uere contentus et confessus hauisse (sic) et recepisse
in depositum et ex causa depositi a magistris bal-
disarj thadeo et gaspari de ... (sic) (Taddeo, che morì
prima del settembre del 1485, fu dei contorni del Iago
Maggiore seppure non fu anch'esso di Carona, come so
essere stati i suoi consoci nei lavori di pietra del tempio
di lordo Baldassare e Gaspare l'uno delValtro fratello)
marmorariis ducatos 38 monete et bolonenos 20 quos
ipse matheus erat obligatus dictis magistris prò re-
siduo ducatorum nonaginta____[quatuor] auri veneto-
rum quos ipse matheus erat obligatus predictis magi-
stris prò fabricha porte ecclesie sancti dominici prout
patet manu ser pergeorgii antonii notarii inde ro-
gati quem depositum dictus matheus promittit dictis
magistris et mini notario ut publice persone presenti
stipulanti et recipienti etc. tenere custodire et con-
seruare ad omne eius risicum periculum et fortunam
etc et ipsos reddere ac restituere dictis magistris aut
eorum procuratori habens plenum et largum man-
datum a dictis magistris in festo omnium sancto-
rum proximorum futurorum (sic) et casu quo dictus
matheus aut eius heredes non soluerent dictam
quantitatem dicto tempore pacto expresso promisit
et conuenijt dictis magistris et mihi notario dare
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