Archivio storico dell'arte — 7.1894

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MARCO PALM EZZANO E LE SUE OPERE

(Continuazione o fine, vedi n. precedente).

er i PP. MM. Osservanti di Brisighella, il Palmezzano
dipinse anche nel 1520 una bella tavola, la Madonna
degli Angeli, quale ancora si conserva all' aitar mag-
giore di quella chiesa. Come dicemmo, essa ha molta
parentela, per la composizione sua e per alcune figure,
con 1' altra della Pinacoteca forlivese, classificata col
n. 25. 1

Degli anni compresi tra il 1516 ed il 1520 non
conosciamo altra pittura certa del Palmezzano, ma
riferendoci alle sue opere più prossime a questo pe-
riodo, come, ad es., alla splendida Sacra Famiglia (ta-
vola XVI) del marchese Albicini e a questa pala d'al-
tare in Brisighella, crediamo di non errare assegnando
a tale periodo YIncontro della Vergine con santa Elisabetta, oggi nella sacrestia della chiesa
di Sant'Antonio abate in Forlì; quindi, per ordine cronologico, il primo lavoro, dopo quello
di Brisighella, appartiene al 1523; nel quale anno figurò, al naturale, Cristo benedicente,
con ai lati i santi Rocco e Sebastiano. Ai piedi del pilastro, reggente la principale figura,
è un angelo musicante. La scena svolgesi sotto un portico, dietro cui si vede un paese
con due eremiti, lontano. Questa pittura che si ammirava in Ravenna in casa Rasponi,
munita del solito polizzino e della data, dev' essere stata venduta da non molto con la
collezione de' quadri, dal conte Ferdinando Rasponi.

Nella più volte ricordata galleria Regoli, di cui al presente ben poco è rimasto in
Forlì, vedevasi un'altra pittura del Nostro, del 1528: lo Sposalizio di Santa Caterina. Dietro

1 Fra gli appunti nostri dell'aprile 1893, leggiamo :
Madonna in trono, identica a quella di Forlì, col
San Valeriano ; lineamenti però più belli, perchè co-
lorito ben conservato. Baldacchino con tende rosse,
sostenute da due angioli perugineschi. Alla destra
San Francesco e Sant'Antonio, il quale regge un libro
aperto, che egli legge. Dall'altra parte San Valeriano,
coperto dalla corazza, con catenella e medaglia d'oro
al collo ; con la sinistra sostiene un lembo del manto,
allacciato alla spalla destra. Davanti a lui, più in
basso, San Girolamo. In uno de' tre gradini è un
angelo che suona il violino. Cartello col nome e la
data M°CCCCCXX. — San Girolamo, tunica verde

scura, manto rosso ; la destra al petto, una lunga
e sottile croce è tenuta dalla sinistra. — I gradini
del trono con arabeschi su fondo d'oro; angelo, ali
aperte, tunica giallo-rosa, manto verde, sottoveste
rossa. — La scena è sotto un'arcata terminante con
l'arco spezzato nel taglio della tavola. Nella lunetta
Dio Padre con glorie d'angeli.

In complesso è uno dei più ricchi e bei quadri
che abbiamo veduti del Forlivese. È però posto così
in alto che ben poco si può gustare dagli intelli-
genti. Noi dovemmo salire sopra una scala per os-
servarlo con diligenza. — Ottimo acquisto per una
Pinacoteca !
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