Archivio storico dell'arte — 7.1894

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MARCO PALMEZZANO E LE SUE OPERE

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Adolfo Venturi attribuisce al forlivese. Di essa il cav. Carotti, segretario della R. Acca-
demia di Belle Arti di Milano, ci offri la bella fotografia (tav. XXI) che qui riproduciamo.
La pittura di questo mezzo tondo, armoniosa, come giustamente osserva il Carotti, " sente
l'influenza veneta, ma gli elenchi lo danno d'autore ignoto. 11 Redentore (due terzi di
figura) è ritto, le braccia incrociate, la testa leggermente inclinata a destra, guarda innanzi
a sè. La sua figura risalta su di un drappo di color verde scuro, che pende dalla croce.
Più che un Ecce Homo è questo un Cristo risorto. Notevole è la sua capigliatura a ricci
metallici. Ai lati stanno due angioli in adorazione, biondi di capigliatura, con vesti di
intonazione chiara; piuttosto dura. — Il profilo dell'angiolo di destra è forte, ricorda il
Palmezzano e fa presentire i Cotignola. „ Così il noto scrittore dell'Accademia di Milano.

Tav. XXI. - GESÙ RISORTO, ATTRIBUITO AL PALMEZZANO

(Chiesa dei Cappuccini, Milano)

E infatti la figura bella del Cristo ha molti caratteri che ricordano il maestro forlivese ;
non altrettanto sicuri invece li vediamo negli angioli che gli stanno ai lati. Quando mai
il Palmezzano, tanto per notare alcune differenze di maniera, disegnò le ali degli angioli
con le penne maestre staccate una ad una, quali si vedono in questa lunetta? Non sappiamo
donde provenga alla chiesa dei Cappuccini, nè in quale anno sia stata dipinta. Essa mi-
sura m. 1.48 X 0.73, ed è proprio peccato che il colore vada distaccandosi e cadendo.

Delle tre fotografie espressamente ordinate pel nostro studio dalla gentilezza del
cav. Carotti ve n' ha una rappresentante la Madonna in trono col Bambino, M. Maddalena,
Sant'Antonio di Padova e San Giovannino; in alto, ai lati del trono, due angioli. La tavola
misura 1.91 X 2-08 ed è oggi a Casate Nuovo, in provincia di Como. Proviene dal con-
vento di San Francesco in Serra San Quirico e fu portata a Milano nel 1811. " Negli
elenchi figura di scuola incerta. Ma per quanto ridipinta appalesa a sufficienza i caratteri
della scuola marchigiana di Melozzo e del Palmezzano. „ Così dagli appunti del Carotti
stesso. Noi riportiamo la fotografia (tav. XXII) riproducente l'opera di maestro romagnolo,
ma non forse quella della scuola del Melozzo, o del Palmezzano. E ben vero che la figura
della Maddalena, a tutta prima, si direbbe di quest'ultimo maestro, specie pel contorno
delle estremità dalle dita sottili, secche; ma come dovremo pensare allo stesso artista
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