Archivio storico dell'arte — 7.1894

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EGIDIO CALZINI

guardando allo sfondo del quadro, ai putti, e, più ancora, alla Vergine tutt'affatto diversa
dalle immagini consimili del Palmezzano? Se da una semplice fotografìa non fosse ardito
giudicare, noi penseremmo, a preferenza, ai fratelli Zaganelli da Cotignola, Francesco e
Bernardino. Ad ogni modo però, mentre pubblicamente ringraziamo il chiarissimo cav. Ga-
retti della cortesia squisita con la quale volle comunicarci notizia di alcune cose del pit-
tore forlivese, tra cui la descrizione della tavola di Bulciago, teniamo a dichiarare che
noi non vedemmo del quadro in discorso altro che la riproduzione fotografica e che non
avendo potuto osservare il dipinto potremmo sbagliarci.

Altre due pitture del maestro romagnolo trovansi al Monte di pietà in Roma, rappre-
sentanti: la prima, in una lunetta, Dio-Padre benedicente fra undici testine alate di che-
rubini; la seconda, San Girolamo seduto sur un tronco d'albero con la testa appoggiata
sopra libri e con la sinistra in atto di additare il Crocifisso. L'iscrizione :

Marcus palmezanus
pictor foroliviensis
faciebat MCCCCCIII

è così svanita che riesce difficile la lettura. Resta ad esempio qualche incertezza sul III
della data. 1 Anche un'altra Sacra Famiglia adorna il ricordato Museo di Padova, firmata
dall'autore e con la data MCCCCCXXXYL La tavoletta, di cui offriamo la riproduzione
(tav. XXIII), è alta m. 0.60 X 0.52, e provenne al Museo dall'ex Raccolta Piazza (di Padova)
acquistata da quel Municipio. 2

Tra le diverse opere d'arte donate alla Pinacoteca forlivese dal conte Pietro Guarini,
quegli che die il massimo incremento sin dalla sua fondazione (1838) alla Pinacoteca me-
desima, evvi una tavoletta (0.53 X 0.40) comunemente attribuita (sino almeno a pochi anni
addietro) al Giorgione. E una bellissima testa, fortemente colorita, piena d'espressione, e
credesi sia il ritratto di Cesare Borgia. Oggi si aggiudica a Marco Palmezzano. Noi, rite-
nendola di scuola veneta, l'attribuiremmo invece a Nicolò Ronclinello, il valoroso discepolo
di Giovanni Bellini, del quale abbiamo qui alcuni caratteri nei contorni e nella maniera
di colorire, mentre non ne vediamo altri da poter stabilire confronti con le opere del
Palmezzano.

Così nella chiesa arcipretale di Casteldimezzo, in provincia di Pesaro e Urbino, è una
notevole pala d'altare che ha fatto pronunciare a taluno il nome del Melozzo e quello del
Palmezzano. Andammo colassù anche noi, unicamente per vedere la tavola in discorso, e
non ci pentimmo ; per quanto il salire quel monte, per una via che in qualche punto
reclama mani e piedi, non fosse troppo comodo ; ma non trovammo l'opera del Melozzo
nè del suo allievo. La pittura rappresenta la Vergine col Bambino seduta in trono in mezzo
ai Santi Apollinare e Cristoforo. Essa misura 1.90 X 1-45 ed appartiene certamente ad
artista romagnolo, ma di scuola veneta; non avendo però potuto stabilire ancora certi
confronti per noi indispensabili, non azzardiamo qui il nome di alcun pittore. Ciò sarà fatto
per mezzo di un breve studio che intendiamo pubblicare quanto prima, intorno a detta
tavola, ove ci lusinghiamo di additare l'autore del dipinto con fondamento sicuro. Per ora
basti il dichiarare che la pittura di Casteldimezzo non appartiene al Palmezzano nè al suo
grande maestro Marco Melozzo.

Di un'altra grande tavola minutamente descritta dal Colilo nel Raffaello (anno XI,

1 Di queste due tavolette, come di alcune altre
pitture del Palmezzano in Italia e fuori, dobbiamo
la notizia alla gentilezza dell'illustre amico cavalier
A. Venturi; al quale porgiamo i più vivi ringrazia-
menti, con l'espressione della nostra amicizia più

sincera e devota.

2 Di alcune notizie rispetto alle due tavolette in
Padova, porgiamo i nostri ringraziamenti all'egi^egio
conservatore di quel Museo civico.
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