Archivio storico dell'arte — 7.1894

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MARCKL R KYMOND

fera il pulpito di Siena e quello di Pistoia, e come alla grande nobiltà di Nicola è potuta
succedere la foga sfrenata dei suoi figli.

Ora per conoscere l'evoluzione della scuola pisana bisogna sapere ciò che è accaduto
durante questi trenta anni, e questa ricerca ci mostrerà che precisamente in quost' epocn
lo stile della scuola pisana è stato simile allo stile dell' Angelo del Bargello.

Prima di giungere alla furia di Giovanni da Pisa, lo stile grandioso di Nicola aveva
subito una prima evoluzione ; esso aveva perduto la sua maestà, la sua nerezza altera, per
umanizzarsi ed intenerirsi. Ne abbiamo per testimonianza le opere dei due allievi di Nicola
che, anteriori a Giovanni di Pisa, rappresentano precisamente lo stile intermedio successo
immediatamente allo stile del capo scuola. Arnolfo di Lapo nella tomba del cardinale di
Craye a Orvieto, del 1280, e nel Tabernacolo di San Paolo fuor delle mura in Roma,
verso il 1290, e sopratutto fra Guglielmo nel pulpito di San Giovanni fuorcivitas a Pistoia,
verso il 1280, hanno dato prova d'una grande dolcezza d'espressione e di una graziosa
eleganza di forme. Ma questo stile nuovo apparisce sopratutto in un'opera che è ben supe-
riore a quelle che abbiamo qui citato, opera ben più caratteristica ancora, che fu un avve-
nimento capitale nella storia dell'arte italiana, perchè fu precisamente l'origine di questo
nuovo stile che, ripreso da Andrea di Pisa, divenne il punto di partenza della scuola fio-
rentina, voglio parlare della fontana di Perugia, scolpita nel 1280.

Questa fontana è ornata da 24 statue che sono precisamente le sorelle di questa
statua del Bargello. E la stessa purezza di stile, la stessa unione della grazia e della
nobiltà ; non si può desiderare analogia più completa, e per quanto si può aver certezza in
questa materia, credo poter affermare che la statua del Bargello è dello stesso tipo delle
statue di Perugia e che esse appartengono alla stessa data e alla stessa scuola. 1

La fontana di Perugia è stata terminata nel 1278, come indica un' iscrizione ancora
esistente, iscrizione che ci fa egualmente conoscere che questa fontana è opera di Nicola
da Pisa e di Giovanni suo figlio. Documenti recentemente scoperti ci hanno fatto cono-
scere il nome di un terzo artista che ha collaborato a quest'opera : Arnolfo di Lapo.

Quale fu la parte di questi diversi artisti nelle sculture di questa fontana e special-
mente nelle sculture delle statuette che sono l'oggetto di questi studi? E abbastanza dif- *
ficile determinarlo.

Già nel pulpito di Siena fatto qualche anno prima della fontana di Perugia, Nicola
aveva associato suo figlio ai suoi lavori. Ma nel pulpito di Siena lo stile di Nicola è così
nettamente determinato, l'opera tutta intera porta così manifestamente l'impronta del suo
genio, che non si può tutto al più attribuire a Giovanni che una parte nell'esecuzione: la
parte d'un aiutante che lavora sotto gli occhi del suo maestro.

A Perugia forse non avvenne lo stesso. Giovanni da Pisa, che non aveva venti anni
quando lavorava al pulpito di Siena, ne aveva quasi trenta quando lavorava a Perugia e
del resto bisogna notare che qui il suo nome figura vicino a quello di suo padre nell' iscri-
zione che indica gli autori della fontana.

Le difficoltà nella determinazione di quello che può riferirsi sia al figlio sia al padre,
provengono da ciò che le statuette di Perugia sono concepite in uno stile particolare che
è ugualmente differente dallo stile di Nicola e dallo stile di Giovanni suo figlio. E questo
uno stile di passaggio che può rappresentare tanto l'ultimo termine dell' arte di Nicola,
quanto il primo termine dell'arte di suo figlio. In ragione tuttavia della grande bellezza di
queste statue, sarei piuttosto inclinato a credere che la parte principale del merito sia
dello stesso Nicola.

Le statue che abbiamo studiato non sono le sole sculture che adornano la fontana di
Perugia. La decorazione di questa fontana comprende ancora, oltre alle 24 statue del

1 Si paragoni particolarmente l'Angelo del Bargello con le statue di Perugia Domina clusii et Do-
mina laci.
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