Archivio storico dell'arte — 7.1894

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L'ANGELO CHE SUONA DEL BARGELLO E LA FONTANA DI PERUGIA

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bacino superiore, 50 bassorilievi che decorano il bacino inferiore. Questi bassorilievi, per
il loro stile, parrebbero appartenere ad un periodo d'arte più recente che le statuette, e se
è più logico di attribuire le statuette a Nicola, sembra d'altronde più verosimile d' attri-
buire i bassorilievi a Giovanni da Pisa o ad Arnolfo di Lapo.

Ciò che può destar meraviglia è che il nuovo stile inaugurato da questi bassorilievi
non sia stato conservato da Giovanni da Pisa nei bassorilievi dei pulpiti di Pistoia e di
Pisa. In quei pulpiti Giovanni da Pisa ha religiosamente mantenuto la forma stessa creata
da suo padre. Per ritrovare nell'arte lo stile dei bassorilievi di Perugia, bisogna riportarsi
alla porta del battistero di Andrea da Pisa ed ai bassorilievi del campanile.

Nella storia della scultura italiana non bisognerebbe dimenticare di notare colla più
gran cura il gruppo di bronzo che sovrasta questa fontana. Si sa che i maestri toscani
da molto tempo avevano perduta l'arte di fondere il bronzo. Non si trova nessuna opera
d'arte in bronzo nella scuola pisana, e quando i Fiorentini vogliono far fondere le porte
del loro battistero, sono costretti di far venire operai da Venezia. Così il gruppo di bronzo
della fontana di Perugia non è opera di Nicola o de'suoi scolari; è opera d'un maestro
di Perugia, Eosso, che ha inciso il suo nome sotto il suo lavoro.

Il gruppo, importantissimo per le sue dimensioni, rappresenta tre giovani donne
di grandezza naturale, che, collocate spalla a spalla, reggono dei grifoni; motivo che
sarà più tardi ripreso da Germano Pitou nel suo monumento per il cuore del re En-
rico IL

Questa fontana, così interessante per le sue sculture, è altrettanto degna di richiamare
l'attenzione per la bellezza della sua architettura. A questo riguardo è una delle più belle
opere d'Italia, ed io sarei inclinatissimo a considerarla come opera dello stesso Nicola.
Ad appoggio di questa congettura potrei invocare lo stile del bacino inferiore, di cui i
bassorilievi sono gli uni dagli altri separati da un gruppo di tre colonne accoppiate se-
condo lo stesso tipo adottato da Nicola nel pulpito di Pisa.

In fine, parlando della fontana di Perugia, io devo dire una parola sulla scelta dei
motivi rappresentati, scelta che non costituisce uno dei minori pregi di questa opera
d'arte. E la prima volta che noi vediamo manifestarsi in Italia con tanta predomi-
nanza l'azione della società civile che s'allea e si sostituisce all'influenza puramente re-
ligiosa.

Nicola, nel pulpito di Pisa, aveva rappresentato dello Virtù, delle Sibille e dei Profeti.
Nel pulpito di Siena, per la prima volta, aveva fatto un posto alla rappresentazione delle
scienze e delle lettere. A Perugia, proseguendo la sua evoluzione, allarga la sua sfera
d'azione e seguendo in ciò l'esempio dato dalla scultura francese del secolo xiii, impronta
quasi tutti i suoi motivi alla vita civile, non rappresentando più solamente le scienze e le
lettere, ma diversi ricordi della storia romana, degli episodi tolti dalle favole di Esopo, e
sopratutto i lavori dei mesi e i segni dello zodiaco.

Per il grande interesse di questa rappresentazione mi si permetta di dare 1' enuncia-
zione dei motivi figurati tanto delle statue del bacino superiore, che dei bassorilievi del
bacino inferiore.

I. — Statue.

1. Victoria magna

2. Sanctus Petrus apostolus

3. Ecclesia romana

4. Roma caput mundi

5. Divinitas excelsa

6. Sanctus Paulus doctor gentium

Si7. Clericus beati Laurentii

8. Sanctus Laurentius bonum opus operatus est

9. Domina clusii ferens granimi perusie

10. Augusta perusia est fertilis de omnibus bonis

11. Domina loci ferens pisces perusie

12. Sanctus erculanus pastor perusinorum

13. Clericus proditor sancti erculani

14. Sanctus benedictus habens spiritimi prof'etie
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