Archivio storico dell'arte — 7.1894

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ORONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

Finalmente si è cominciato a dare assetto alla
Galleria Nazionale Moderna ; c' è poco però da lu-
singarsi che la sistemazione definitiva si compia
presto, perchè sinora manca affatto un concetto in-
formatore. Ci piace intanto che l'ingresso alla Gal-
leria sia ora sul prospetto del palazzo, e che vi si
paghi una tassa, per la ragione che nei dodici o
tredici anni in cui la raccolta di opere d'arte è
stata aperta gratuitamente, non si è mai avuto un
numero discreto di visitatori; era dunque inutile
una simile eccezione, che in fondo annetteva una
certa inferiorità al confronto delle altre Gallerie
governative.

I quadri e le statue sono collocati ancora nel
massimo disordine ; evidentemente non c e stata
nemmeno l'intenzione dell'ordine, e ciò è scusabile
se al più presto si vuol procedere alla sistema-
zione definitiva. Ed è proprio un peccato che tante
opere d'arte d'insigne valore debbano rimanere a
lungo poco note agli studiosi e quasi del tutto
ignote al pubblico. Crediamo del resto, che di una
tal sistemazione manchi per ora non solo la pos-
sibilità pratica, ma difetti pure il menomo criterio.
Poiché infatti, anche per un collocamento precario,
non c' è ragione di mettere insieme le opere finite
con gli studi e gli abbozzi, e porre, per esempio,
un quadro recentissimo, come quello di Alessandro
Milesi, La colazione del gondoliere, giusto sotto un
quadro di stile accademico-romantico, eseguito dal
Mussini mezzo secolo prima. Nè si capisce come
mai in una sala, dove si ammirano quattordici o
quindici sculture, marmi o bronzi accarezzatissimi,
trovino posto il bozzettone di Vincenzo Gemito,
Bruto, pregevole terracotta, mentre dello stesso au-
tore la Galleria possiede in altro luogo due pic-
coli bronzi che sono due gioielli elettissimi, Il pe-
scatore di Santa Lucìa e il Ritratto del pittore Meis-

sonier. Citiamo questi soli fatti, perchè ci pare che
bastino a provare il nostro assunto, ma potremmo
seguitare un pezzo.

E notevole intanto che almeno due delle molte
sale sieno già sistemate: la prima è quella dove,
sono i trecento studi di Filippo Palizzi, dono del
venerando autore ; l'altra è quella dove sono schie-
rati i disegni a penna di Luigi Sabbatelli, raccolta
non destituita d'interesse.

Speriamo che presto sia ordinata egualmente
una terza sala per il lascito del Celentano. Sic-
come però gli studi del Celentano sono in assai
minor numero, crediamo si vorrà metter loro in-
sieme qualche altro gruppo di lavori incompiuti o
di bozzetti, dei quali la Galleria è già ricca. Ve
ne sono di artisti contemporanei a Bernardo Ce-
lentano, cioè di Cesare Eracassini e di Eederico
Earuffini ; e ce n' è di pittori più vicini a noi,
morti in questi ultimi anni, come Nicola Barabino,
Modesto Eaustini, Luigi Serra e Alfredo Ricci.

Pur troppo, lo ripetiamo, il giorno in cui la
Galleria sarà veramente ordinata, è forse ancora
molto lontano ; ma siccome la principal causa di
questo ritardo tuttavia indefinito è l'angustia dello
spazio, crediamo si dovrebbe procedere prima di
ogni altra cosa a un ampio scarto. Opere d'altis-
simo pregio non ne mancano fra le già acquistate ;
vi abbondano poi quelle di merito meno eccezio-
nale, ma pure indiscutibile; molte ve ne sono le
quali hanno valore storico se non di mera arte;
perchè dunque ingombrare con lavori puerili, in-
significanti, spropositati, le sale insufficienti alla
collocazione dei buoni quadri e delle buone scul-
ture ? Aggiungiamo inoltre, che, se una parte del
patrimonio della Galleria è ancora nel salone del
Collegio Romano, o al Ministero dell' istruzione
pubblica, o altrove, anche fuori di Roma, o ad or-
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