Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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LA PALLADE DI SANDRO BOTTICELLI

uale sia stato l'incremento che in questa seconda metà
del secolo ottenne il nome di Sandro Botticelli, e della
predilezione 'degli studiosi dell'arte per le opere di
quell'ingegno elettissimo, lo dimostra il gran numero
di copie che del continuo si traggono dalle sue opere,
e quello delle egregie scritture con che in questi ultimi
tempi si ò andato da valentissimi critici indagando e il-
lustrando quanti dipinti di lui sono sparsi nelle pubbliche
e private collezioni di Europa; ma forse più ancora
luminosamente lo attesta l'entusiasmo suscitato dal
recente tornare in luce di altro suo quadro, che non
andò invero smarrito mai, ma che non essendo più da
molti anni esposto al pubblico nelle Gallerie, dai mo-
derni scrittori d'arte'si ritenne perduto.

Appena il giornale fiorentino La Nazione (2 marzo) ebbe data notizia che l'opera del Bot-
ticelli esisteva tuttavia, fu un pellegrinaggio non più interrotto di cultori e amatori dell'arte
d'ambo i sessi, italiani e stranieri, di corrispondenti di giornali d'ogni nazione, supplicando
della concessione di poterla vedere; e quelli che l'avevano veduta tornavano conducendo
frotte di amici e di conoscenti, anelanti essi pure di goder senza indugio la vista della nuova
opera del prediletto artefice, che veniva restituita alla loro ammirazione.

E fu il discorso di tutti i crocchi, di tutte le conversazioni, e un chiedere e un indagare
come e perchè avea quell'opera potuto rimaner nascosta e ignorata ai più zelanti e industriosi
ricercatori e illustratori d'ogni dipinto del maestro.

Ne su quel primo potevasi rispondere a tali domande che con congetture più o meno
probabili; ma ora per le ricerche fatte, anche a quel!' insistente richiesta si può replicare
con sicure notizie; ed è per questo che torno a dire qualche parola dell'insigne dipinto,
aderendo al gentilissimo invito della Direzione di questo periodico, che pel suo istituto non
potrebbe tacere di un fatto, il quale ha preso forma di un grande avvenimento nel mondo
dell'arte.

Era cognito agli studiosi, perchè detto dal Vasari, che il Botticelli aveva dipinto per
Lorenzo il Magnifico una Pallade, grande quanto il naturale, la quale ei diceva stare su una
impresa di bronconi che buttavan fuoco; ed al modo con che il biografo si esprimeva, sem-
brava certo che tal dipinto fosse riguardato come uno dei più importanti fra quelli che il
Botticelli fece pel Magnifico. Ma quel quadro ritenevasi ormai perduto, ed il troppo incom-
pleto, e forse non esatto cenno, che ne dava il Yasari, non permetteva nemmeno di rico-
struirlo.

Lo tentò l'esimio dott. Ulmann nella sua studiatissima monografìa sul Botticelli, con
ingegnosi e minuti raffronti, dell'arazzo della Collezione del conte Baudreuil pubblicato dal

Archivio Storico dell'Arte, Anno Vili, fase. I-II. 1
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