Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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LUCA BELTltAMI

a tradimento il fortunato rivale, ed ucciderlo presso ad un casolare poco discosto dal luogo
del torneo. Il Luini, scampato per miracolo all'aggressione, e perduta ogni speranza di

essere ricambiato di amore dalla bella Pelucca — che la leggenda fa riparare in un convento

avrebbe abbandonato i suoi ospiti per portarsi a Monza, ed eseguirvi alcuni lavori di pittura
nel Duomo, e nelle chiese di San Gerardo e di San Martino.

Di tutto questo racconto, i soli particolari che oggidì si possono ammettere sono quelli
relativi ai lavori che il Luini ebbe effettivamente ad eseguire in San Giorgio a Milano1
alla casa dei Pelliccili, ed in Monza: la tradizione popolare si compiace di trovare altri
indizi di fondamento per la leggenda surriferita, nel nome di Torneamento che ancora sus-
siste per una località attigua a Monza, e nel nome di Criminale, che conserverebbe una
cascina, poco discosta dal Torneamento, dove sarebbe avvenuto l'assassinio del Iiabia:
malgrado tutto ciò, la leggenda si presenta troppo romantica, sia rispetto all'epoca cui
risale, sia rispetto alle circostanze di fatto su cui si fonda: ed invero, lo stesso punto di
partenza del racconto non ci persuade, non essendo verosimile una caduta mortale del
parroco di San Giorgio dalla limitata altezza cui arrivano gli affreschi dal Luini dipinti
in questa chiesa.

Qui si potrà domandare, per quale ragione sia stata rievocata questa leggenda giudicata
inverosimile; e la ragione non sembrerà del tutto vana, quando si abbia a tener calcolo
della mancanza assoluta di dati positivi, riguardo l'opera pittorica del Luini alla Pelucca,
sia rispetto alle circostanze che diedero origine ai dipinti stessi, sia riguardo le vicende da
questi attraversate durante il corso di tre secoli: ed infatti, le prime e scarse notizie di fatto
sugli affreschi della Pelucca si riducono fatalmente a quelle che menzionano la completa
manomissione ed il disperdimento di quelle opere d'arte, le quali, per la loro importanza,
avrebbero potuto gareggiare colle famose composizioni frescate dal Luini nella chiesa di
San Maurizio al Monastero Maggiore di Milano.

L'assoluta mancanza di notizie relative ai fatti che hanno determinato quest'opera d'arte
non ci potrà far meraviglia, quando si pensi che ci è rimasta pressoché oscura la vita dello
stesso pittore: ignota la patria, ignota la data della nascita e quella della morte, cosicché
ai numerosi affreschi, sparsi sul territorio dell'antico Ducato milanese, più che ai documenti,
è riservato il compito di segnalare le varie tappe della vita nomade di questo singolare artista:
e la storia della Pelucca comincia solo dal giorno in cui, or sono ottant'anni, veniva decre-
tata la dispersione di quel ricco complesso di composizioni, che il Luini vi aveva accumulato.

*

* *

Lo studioso che oggidì — spinto dal ricordo delle geniali composizioni del Luini, sparse
in Musei e Gallerie nazionali ed estere — si decide a compiere il pellegrinaggio alla Pelucca,
abbandonando Sesto San Giovanni, lungo la strada da Milano a Monza, arriva, dopo due
chilometri circa, ad un gruppo di caseggiati che portano ancora il nome di Cascina Pelucca:
e nella casa padronale disposta in mezzo a quel gruppo non è certamente indotto a ravvisare
l'antica costruzione del principio del secolo xvi, che il pennello del Luini ha reso celebre.
È un fabbricato che ha tutta l'apparenza di una tranquilla e comoda abitazione di campagna,
adattata alle moderne esigenze di vita. Varcato il cancello d'ingresso si accede ad una corte
(Ietterai della planimetria) fiancheggiata da due piccoli corpi di fabbrica aperti verso la corte
con portici a tre arcate (lettere B e C) e chiusa, nel fondo, dal corpo di fabbrica principale,
alla cui fronte posteriore corrisponde un cortile di servizio (lettera I))1 pure fiancheggiato
da due ali minori di fabbrica: anche l'arredamento interno non lascia sospettare al visitatore

1 Sono nella terza cappella di destra, e si veggono tano i vari episodi della Crocifissione, e sono parto ad
tuttora in mediocre stato di conservazione: rappresen- affresco, parte su tavola.
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