Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

Seite: 32
DOI Heft: 10.11588/diglit.19207.2
DOI Artikel: 10.11588/diglit.19207.5
DOI Seite: 10.11588/diglit.19207#0041
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1895/0041
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
82

diego sant'ambrogio

Anche la tavola n. 38 comperata dal Museo di Torino, anni or sono in Pavia, e rap-
presentante il Battesimo di un convertito per opera di Sant'Ambrogio, alla presenza dei
coniugi Matteo Botticella e Bianca Visconte, quadro ascritto parimenti a Bernardino De
Bossi, la moglie del Bottigella è assistita dalla Beata Sibillina, che volevasi convertita alla
fede da quel santo vescovo.

Ed ora, per non estenderci maggiormente su uno studio che, come già osservammo, si
basa precipuamente sull'osservazione e sui raffronti e attende tuttora il suffragio di qualche
documento d'archivio, ci sia solo permesso d'osservare che l'intervento di Bernardino De Rossi
nei dipinti decorativi della sala del Cenacolo non esce dai limiti di una naturale e logica
supposizione quando si rifletta che quel pittore pavese era stato chiamato espressamente dal
duca Lodovico sino dal 1490 per dipingere nel castello di Porta Giovia la sala della Balla.
Sarà infatti il De Rossi stato agevolmente colà conosciuto da Leonardo da Yinci, che pre-
siedeva a quei lavori e attendeva più specialmente alla sala della torre, cosicché nessuna
meraviglia reca il fatto che dallo stesso Leonardo possa essere stato proposto negli anni fra
il 1495 e il 1497 per decorare di affreschi la sala del Cenacolo e il piedicroce delle Grazie,
e poscia per predisporre, coll'aggiunzione dei santi domenicani alla Crocifissione del Montor-
fano, l'intonaco di fresca data su cui dipinse egli ad olio, d'ordine del Duca, i ritratti ducali.

Aggiungasi a tutto ciò che la ben nota rapidità e prontezza di Bernardino De Rossi
nel condurre a fine gli affreschi, e di cui diede chiara prova nei dipinti di Vigano Certo-
sino compiuti in meno di tre mesi, può essere stata altra delle cause che lo fece predili-
gere per quegli affreschi che tanto stavano a cuore al Duca e pei quali Leonardo più d'ogni
altro sarà stato richiesto per la scelta dell'artista.

Infine, poiché fu da tutti sin qui rimarcata la differenza notevole fra la decorazione a
festoni della sala del Cenacolo e fra gli egregi dipinti dei santi domenicani e degli affreschi
teste venuti in luce nel piedicroce di Santa Maria delle Grazie, e il grandioso ma comune
lavoro della Crocifissione che porta il nome e la segnatura di Donato da Montorfano, non
parrà troppo azzardato questo studio di raffronto artistico che, ove sia convalidato dalle
attestazioni dei più competenti artisti e studiosi, chiarirà una questione fin qui insoluta e
renderà più viva e luminosa quella corona di merito e gloria che già cinge le tempia di
quel valente frescante pavese che è Bernardino De Rossi.

Di lui ci rimane, monumento egregio dell'arte pittorica, la bella facciata a fresco di
Vigano Certosino del 1511, che può dirsi senza ambagi la più bella pittura del Rinascimento
lombardo dopo il Cenacolo di Leonardo da Vinci, ma ne è caro di vedere il suo nome av-
vicinato coi dipinti delle Grazie a quel sommo ingegno Vinciano, di cui non saranno mai
dette bastevoli lodi e di cui il De Rossi ritrasse nei suoi affreschi la soave delicatezza del-
l'esecuzione, aggiungendovi, come frescante, un impasto meraviglioso di tinte e colori e uno
smalto lucido e resistente alle ingiurie degli anni quale non fu mai da altri ottenuto o
superato.

Diego Sant'Ambrogio.
loading ...