Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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GrIOVAN FRANCESCO CAROTO

ALLA CORTE 13 I MONFERRATO

(COMMENTO AD UNA PAGINA DEL VASARI).

l Vasari (edizione Milanesi, Y, 280-291) narra estesamente
la vita dei pittori veronesi Giovan Francesco Caroto o Ca-
rotto, nato nel 1470, e Giovanni di lui minor fratello. La
natura quasi intima di certi particolari e la dichiarazione
che fa lo scrittore (pag. 290) di essere stato in amichevoli
relazioni con uno dei due fratelli, lasciano facilmente indo-
vinare che i materiali per comporre quelle biografìe furono
somministrati dalla famiglia stessa dei Caroto. Questo ho
pensato dover avvertire prima d'intraprendere l'esame delle
poche linee scritte dal Yasari sul soggiorno che Giovan
Francesco Caroto fece in Casale, presso il marchese di
Monferrato.

In qual anno il Caroto si sia trasferito in Monferrato,
nessuno sinora seppe indicare. Nel 1505 egli aveva preso
moglie, ma scrive il Yasari, « avutone indi a non molto un figliuolo, ella si morì sopra
parto, e così rimaso libero, si partì Giovan Francesco da Yerona ». La firma di un suo
fresco esistente in Yerona ci palesa che nel 1508 il Caroto era tuttora in patria.

Noto di passaggio che sia il Zannandreis {Vite dei pittori ecc. veronesi, pag. 66), sia
il Milanesi (pag. 280), riportarono erratamente la firma in discorso, la quale dev'esser letta
così: « A. D. M . I) . Vili. — .1. F. CAROTYS. FA. », come il signor Sgulmero ebbe la cor-
tesia di verificare per me sul luogo. E dacché ho citato questa soscrizione, aggiungerò che
soltanto in essa ed in quella d'un quadro della Galleria Estense (« I. FRANCISCYS CHA-
ROTYS MCCCCCI ») s1 incontra la firma Giovan Francesco. In tutte le altre firme e nelle
scritture notarili trovo costantemente il semplice prenome Francesco.

Allorché lasciò la città natale, il nostro artista non venne direttamente a Casale, bensì
« andossene a Milano, dove il signor Anton Maria Yisconte, tiratoselo in casa, gli fece
molte opere per ornamento delle sue case lavorare» (Yasari). Quali siano state le opere
latte dal Caroto in Lombardia per Anton Maria Visconti o per altri, e se alcune di esse
sieno conservate sino ai dì nostri, forse sapranno dirlo gli studiosi della storia dell'arte
milanese. Ciò che dalle parole del Yasari risulta abbastanza chiaro, si è che quei lavori
devono averlo trattenuto colà molto tempo, forse per più anni.

Se mi si chiedesse chi fosse questo Yisconti, non saprei dare una risposta molto precisa
•' mi limiterei a supporre eh' egli sia quell'Anton Maria, figlio di Francesco e di Caterina
Conlalonieri, che alla morte del cugino Gian Galeazzo, nel 1514, divenne conte di Sesto
( alende, e morì nel 1552 (Litta, Famiglia Visconti, tav. XX).

Archivio Storico dell'Arte, Anno Vili, fase. I II. 5
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