Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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giamento generale della figura, che è in uno specchio del pulpito di Pistoia, quant' è più
delicata, più gentilmente resa di quella! Nell'adorazione dei Magi la scena è mossa e piena
di vita: prima i Re che si avviano all'umile capanna coi doni portati da cammelli, uno dei
quali è montato da un moretto di tipo caratteristico; poi i medesimi in atto di render omaggio
al Redentore. Bella e maestosa la figura del vecchio, dalla testa calva, dalla barba fluente, che
con la corona infilata al braccio destro avvicina alla bocca i piedi del Bambino, il quale
negli specchi del pulpito pisano è un po' sempre visto in caricatura, specialmente se para-
gonato al tipo così fanciullescamente caratteristico che ha quello di Pistoia. Ma vero e giusto
nell'azione, nel movimento, nell'espressione del volto il più giovane de'Re, eh'è ritratto in
così naturale atteggiamento,
mentre

stra il guanto che ha nella de-
stra, e si appresta a inchinarsi

lo, che scherza col Bambino e Kg

vanni, come è ripredotto^^in ^ j , ' ^ ^ ^

in fuori lo zoccolo sul terreno
per staccarlo dal suolo e pro-
cedere innanzi (il che ci fa ri-
cordare il medesimo movimento
dato da Giotto alla medesima
scena); e altrettanto può dirsi / W 1 ^ Mà. MiÉHk

dei cani allicciati nel primo u

specchio della Nascita, e di
quello in specie subito sopra
il Bambino, e dell'altro tutto
rannicchiato su sè stesso più
in basso, nonché di alcune

pecore che brucano l'erba. E leggio del pulpito, di Giovanni pisano

allora come può dire il Muntz (Nel coro del Duomo di Pisa)

che Giovanni non ebbe tempo

di fermare la sua attenzione sul regno animale? Ma, tra le figure scolpite da Giovanni
su questo pulpito, una delle più notevoli è quella del Re Erode. Seduto in trono, avvolto
nel manto, con la corona in testa, la barba lunga e folta, le chiome cadenti sulle spalle,
lo sguardo fisso ed accigliato, il volto contratto e severo, ordina, con un pugno stretto e
poggiato sulla gamba sinistra e con la destra distesa, la strage degli innocenti. Figura
michelangiolesca veramente questa del Re, tanta è la potenza e la forza dell'espressione,
così vivo è il sentimento di volontà e d'imperio per cui si anima tutta! Sotto si svolge
affastellata e disordinata la scena: ma tra quei gruppi, che l'esagerato desiderio di movi-
mento rende scorretti e sproporzionati, ve n'ha qualcuno veramente bello; e l'espres-
sione di dolore e di disperazione in alcune madri è raggiunta con semplicità meravi-
gliosa, come in alcuni di quei corpicini esànimi paion studiati e riprodotti dal vero, tanto n'è
evidente l'atteggiamento, e l'espressione del volto e l'andamento delle estremità abbandonate.

Lo specchio ov'è rappresentato Cristo tradito e giudicato è il più scadente di tutti, e ci
conferma tutta la verità del giudizio dei signori Cavalcasene e Crowe, i quali giustamente
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