Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

Seite: 68
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fi8 IGINO BENVENUTO SUPINO

ci dicono clie nel Cristo battuto alla colonna è un'altra volta dimostrato come questo maestro
perda la forza del modellare quante volte ricerchi oltre il dovere la verità nel realismo. Ma
nella Crocifissione v' è il gruppo della Tergine svenuta così pieno di dolorosa passione,
come mai negli altri è stato a tal grado raggiunta.

Nel pulpito di Pistoia la Tergine si torce alzando la testa al Cristo, e San Giovanni piega
il viso, mancante di espressione come una maschera, mentre in questo nostro tutto è armo-
niosamente commovente: San Giovanni china la testa quasi a nascondere il volto e piange;
piangono pure col viso contratto dal dolore le Marie, mentre la Tergine con la testa a
terra e gli occhi socchiusi sviene nelle loro braccia con naturale e sentimentale abbandono.
Fra gli animali cavalcati da alcuni soldati è notevole la testa di quel cavallo che pare
nitrisca, tanto è reso con giustezza il movimento delle narici aperte che si dilatano e fremono.

PILA, ATTRIBUITA A GIOVANNI PISANO

(Nel castello di Santo Pietro presso Pisa)

Nel Giudizio finale la composizione è affollata, ma fra quelle figure ve n' ha qualcuna dalla
testa piena di espressione e di carattere; e a dimostrare tutta l'abilità di Giovanni basterebbe
solo quella di un papa che, si direbbe, con tanta evidenza è modellata, una delle più carat-
teristiche sculture del secolo decimoquinto!

Le figure del sostegno centrale hanno una larga fattura, sebbene un po' vuote e dalle
teste non molto espressive; ma va tenuto conto della maggior difficoltà incontrata dall'artista
per il bisogno estetico di avere un sostegno di linea esterna rigida e architettonica: il che
viene a confermarci, che chi ha sentito questo bisogno non può avere immaginato quei due
gruppi di statue con la Pisa e col busto a sostegni del pulpito, mentre fra le rappresentazioni
allegoriche delle arti liberali, che adornano la base di questa colonna figurata, ve ne sono
alcune indovinatissime, e belle veramente per eleganza d'insieme, per verità d'espressione e
per semplicità di fattura.

La Grammatica ha due putti al seno che amorosamente allatta; ed è ben questa figura,
che paragonata a quella che rappresenta Pisa e pur voluta sino ad oggi di Giovanni, ci
attesta come assolutamente non possa a lui quella statua attribuirsi. I due bambini, nel
lavoro che noi abbiam restituito per i caratteri suoi a Tino di Camaino, sono grotteschi,
dalle teste prive di espressione, dalle estremità lunghe e volgari, dal corpo mal formato;
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