Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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GUSTAVO FJUZZONI

patrizio di Londra, lord Northbrook. La pregevole raccolta di lui fu già oggetto di accu-
rata illustrazione per parte del dott. Jean Paul Richter, unitamente al signor W. H. James
Weale, i quali, per incarico del proprietario, ne compilarono un catalogo descrittivo che vide
Ja luce nel 1889 in una edizione di lusso, veramente esemplare nel suo genere. 1

Ora, ragionando di opere italiane, tre perle ivi contemplate sono passate nella grande
Pinacoteca di Trafalgar Square.

Sono: il celebrato San Girolamo nel suo studio, di Antonello da Messina, l'Orazione
all'orto, di Andrea Mantegna, e la Sacra Famiglia col devoto, di Fra Sebastiano dal Piombo.

C'è da rallegrarsi sinceramente colla Direzione che con simile acquisto abbia saputo
mettere alla portata di tutti gli amatori e gli studiosi due opere di tanta importanza.

La tavola di Antonello (fìg. la) figura ora nella grande sala dei Yeneti, dove stanno
accostati fra loro i diversi quadri dello stesso autore che sono posseduti dalla Galleria.
Primo, in ragion di data, un Cristo benedicente, firmato e datato del 1465: poi una tavo-
letta colla Crocefissione di N. S., alquanto manomessa dal ristauro, ma tuttora interessante
pel suo sfondo a paesaggio con uno stretto di mare che rammenta da vicino quello che
l'autore aveva sott'occliio da casa sua; in fine un ritratto che ben si annovera fra le più
perfette opere sue ricavate dal vero.2

Del San Girolamo nello studio già ha fatto menzione in questo periodico la signora
C. Jocelyn Ffoulkes nel quarto fascicolo dell'anno in corso, in proposito delle Esposizioni
d'arte italiana a Londra dello scorso inverno, dappoiché in esse ebbe a figurare il quadretto
stesso, ceduto in seguito alla pubblica Pinacoteca. La distinta scrittrice vi manifesta i suoi
dubbi intorno alla attendibilità dell'attribuzione ad Antonello. E in vero il dubbio appari-
rebbe giustificato anche dalle esitanze nel giudizio pronunciato nell'antica guida, nota sotto
il nome Anonimo morelliano 3 (Marcantonio Michiel), il quale certamente non alluse ad
altro dipinto se non a questo, descrivendolo in data del 1529, in casa di M. Antonio Pa-
squalino a Yenezia. Tutto infatti vi corrisponde, dal S. Jeronimo, che nel studio legge in
abito cardinalesco, agli edifici alla fiorentina, al paesello naturale, minuto e finito, al pavone,
al cotorno e al bacile da barbiero e in fine alla letterina attaccata aperta che pare contener
el nome del maestro, e nondimeno se si guarda sottilmente appresso non contiene lettera
alcuna, ma è tutta finta.

In una nota che fa seguito a questa descrizione è portata anche l'opinione del nostro
senatore G. Morelli: « Non è opera, a suo dire, ne di Yan Eyck, nè di Memling e neppure
di Antonello, ancorché si avvicini in parecchie cose al fare di quest' ultimo. Se sia opera
di Jacometto (■veneziano, dubitativamente citato dall'Anonimo), non si saprebbe stabilire,
non conoscendosi oggi veruna opera autentica di lui ».4

La sullodata scrittrice tuttavia saviamente soggiunge alla sua volta in una nota, che
avendo trovato ora il suo posto stabile nella National Gallery, quivi potrà essere ulteriormente
studiato, paragonato e quindi determinato. E in vero lo scrivente non esiterebbe altrimenti
d'asserire che appunto il confronto del quadro medesimo colle opere sicure di Antonello
raccolte sullo stesso posto deve ormai servire a maturare nei conoscitori la convinzione che
la finitissima pittura nell'essenziale è opera di Antonello. Si prenda di mira infatti principal-
mente la mezza figura dei Salvator Mundi quivi, che appartiene alle opere più precoci
dell'autore, e si vedrà come, pur tenuto conto della diversità del soggetto e delle proporzioni,
corra fra questo quadro e quello del San Girolamo il più perfetto accordo d'intonazione.

1 Vedi: A Descrittive Catalogne of the collection of
pictures belongiiig to the Earl of Northbrook. The Dutch,
flemish and french Schools by Mr. W. IL James Weale;
the italian and spanish Schools by Dr. Jean Paul Richter.
London, Griffith, Farran, Okeden, and AVelsh, 1889.

2 Vedesi riprodotto nella tavola 26a del suindicato

volume edito dal Dumolard.

3 Fu pubblicata, come si sa, in una edizione
(essendo esaurita la prima) dallo Zanichelli in Bologna
nel 1884, sotto il titolo: Notizia d'opere di disegno pub-
blicata e illustrata da D. Jacopo Morelli.

4 Op. cit., p. 189.
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