Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

Seite: 90
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GUSTAVO FUIZZONI

È quell'accordo di tinte, che in una parola qualificherei di bruno rossastro, il quale insieme
con la minutezza dell'esecuzione, del modo di pennelleggiare acuto, richiama maggiormente
le relazioni che il pittore deve avere tenuto coi pittori fiamminghi, ch'egli, anche senza
essere andato nelle Fiandre, può avere incontrato in Sicilia, o quanto meno a Napoli e a
Venezia.

Che il curioso tipo dell'ambiente rappresentato nel quadro sia da ricercare di là dei
mari viene creduto da un noto erudito inglese e ha dato luogo ad una nota interessante
dello stesso, che ci piace quindi di riprodurre qui nella sua integrità:1

Nota del signor J. C. Robinson.

« Vi sono indizi che in un certo periodo della sua carriera (senza dubbio prima che si
stabilisse a Venezia) Antonello da Messina avesse visitato e probabilmente abitato la Spagna,
presumibilmente nella parte della penisola sottoposta al dominio del suo stesso sovrano,
Alfonso, re di Aragona, Napoli e Sicilia. Che la presente pittura sia un'opera di Antonello
e che questa dimora in Ispagna del pari sia un fatto di verità, è cosa che rimane indiret-
tamente comprovata dalla medesima.

« Nella Catalogna, nell'Aragona e nel distretto di Valencia durante il decimoquarto e il
decimoquinto secolo uno stile domestico particolare, qualificato da una grande uniformità
di motivi e di particolari ebbe una generale prevalenza. L'interno rappresentato in questo
quadro con alcune modificazioni non essenziali, motivate da qualche esigenza pittorica è
alla lettera una rappresentazione del patio, ossia spazio centrale di una casa catalana o
valenciana, quali ne esistono tuttavia presso che immutate, nelle città di Valencia e di Bar-
cellona. La finestra bifora divisa da sottile colonnetta nel mezzo è nota in Ispagna col nome
di finestra ajimez. Questo tipo è affatto peculiare ai distretti della Spagna menzionati, dove
a centinaia si possono sempre vedere. Insomma, non può sussistere ombra di dubbio, che
1' interno dipinto con tanta verosimiglianza sia stato copiato da un edificio esistente, proba-
bilmente da una casa di un ricco mercante di Valencia ».

Se l'assunto del sig. Robinson risponda in ogni parte alla realtà è cosa ch'io non vorrei
pel momento uè affermare ne confutare. La vita di Antonello da Messina è tuttora avvolta
in tanto mistero da non permettere di verificare per altra via se veramente egli sia mai an-
dato in Ispagna. Così pure non ci è dato di rintracciare per quali tramiti il curioso qua-
dretto dalla casa di Messer Antonio Pasqualino sia andato a finire in Inghilterra.

Dal Catalogo della raccolta Northbrook non si ritrae altro se non che se ne fece acqui-
rente un altro inglese, il sig. T. Baring, nel 1848, e successivamente lord Northbrook nel
seguente anno 1849.

La seconda gemma da lui venduta alla Galleria Nazionale è 1' Orazione nell'orto, segnata
a piene lettere: OPVS ANDREAE MANTEGNA (fig. 2a). È questa la quinta opera del grande
artista che quella Pinacoteca novera nelle sue sale, ossia nel parer nostro la quarta d'indi-
scutibile originalità, dappoiché una, come ebbi già a rilevare nella mia Arte italiana del
Rinascimento, apparisce più che sospetta.

Non è questa l'unica volta che il Mantegna ebbe a trattare il soggetto dell' Orazione
nell'orto. Com'è noto, esso si trovava pure compreso nel ciclo di soggetti allusivi alla Pas-
sione di N. S., che, diviso in tre parti, costituiva la predella del celebrato trittico di San Zeno
a Verona. Questo fu portato via da Napoleone I tutto intero e non tornò più tardi se non
decimato dei quadretti delle predelle, una delle quali, cioè la Crocefissione, è rimasta nel
Louvre, le altre due, V Orazione nell'orto e la Resurrezione, trovansi nel Museo di Tours.

11 quadro nuovamente acquistato dalla Pinacoteca inglese è una meraviglia di finezza
in ogni sua parte e ci rivela tanto nella parte figurativa quanto in quella dello sfondo
tutte le qualità proprie del suo autore. La figura qui unita ci dispensa dal descrivere la

Vedi a p. 108 del Catalogo descrittivo citato di sopra.
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