Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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e poco attraente, ò rappresentato in grandezza al naturale; busto col viso girato di terza.
Indossa una veste paonazza, il petto ricoperto di velluto cremisi, orlato di filo d'oro con
perle. La capigliatura corta e folta, il viso interamente sbarbato. La mano destra, che
tiene un guanto, sopra il petto; fondo nero.

Non sapremmo prendere licenza infine dal nostro soggetto senza soffermarci un momento
davanti a un'opera curiosa e -interessante, se non altro per l'ambiente architettonico multi-
forme della scena, intesa a raffigurare con grande varietà di apparato e sfondo di prospet-
tiva un fatto tragico della storia antica, quello cioè a dire della morte di Bidone, come
vedesi riprodotta nella unita figura 7a. Questa tavola pervenne alla Galleria insieme con
parecchie altre di scuola olandese, di proprietà del noto amatore signor Edoardo Habich,
di Casse!, il quale alla sua volta l'aveva acquistata parecchi anni prima precisamente a
Londra. Il soggetto è tenuto nella forma e nelle proporzioni di una facciata da cassone, o
qualche cosa di simile, misurando una larghezza di m. 1.23, per un'altezza di 0.43, e porge
un interesse speciale, come esempio visibile del piacere provato dai nostri artisti del Rina-
scimento a immaginare e a rappresentare con ogni solennità gli episodi più memorabili,
illustrati dai poeti dell'età classica, rivestendo ogni cosa dei caratteri e dei gusti del loro
proprio tempo. In questo senso nulla si potrebbe vedere di più ingenuo di cotesta Didone,
la quale fa mostra di sè sopra un altissimo artistico rogo, corredato d'ogni sorta d'acces-
sori e collocato nel centro di una piazza circondata da edifici con portici, dai quali non
che dalle sovrapposte finestre e balconi si affaccia la moltitudine degli spettatori ad assistere
all'atto tragico col quale la disperata eroina, oltre a darsi in preda alle fiamme, s'immerge
il pugnale nel seno. Lo stile degli edifici che fanno fronte sulla piazza è pur esso conforme
al gusto del tempo dell'artista, non senza aspirazioni a riminiscenze dell'Impero romano.
Mentre la foggia veneta del Quattrocento già si rivela in un certo camino a coronamento
allargato che sta sopra un caseggiato a destra, nello sfondo del sottoposto vicolo si scorge
un arco con archetti sovrapposti, che fa pensare al portone dei Borsari di Yerona, laddove
dal lato opposto un edificio circolare è molto probabilmente ispirato dall'Arena di Yerona.
Ed a Yerona stessa è appartenuto certamente l'autore del dipinto, che vuoisi ricercare nel
versatile ed austero Liberale, o per lo meno in qualche pittore che gli sta assai vicino.

Non istaremo a stancare ulteriormente il lettore colla enumerazione di altri acquisti,
di minore entità, di quelli v. a. d. che in una Pinacoteca dell'importanza di quella di
Londra più opportunamente si sarebbero potuti ommettere, dappoiché, bene esaminati, o si
rivelano per cose inferiori alla intestazione che portano, o sono opere di artefici che non
metteva conto di far figurare in mezzo alla schiera di quelli che hanno un significato
spiccato per l'arte e per la sua storia.

Qualche critica, non infondata, la muove appunto per questo rispetto alla direzione della
National Gallery uno dei più intelligenti collaboratori dei periodici inglesi, il signor Claude
Phillips, in un suo articolo della National Review del dicembre 1894. Quivi va pure notato
il passo dov'egli, da buon patriota, si mostra preoccupato della seria concorrenza che va
facendo alla loro Galleria il Museo di Berlino, mercè l'attività, l'intelligenza e la larghezza
dei mezzi di che dispone, proporzionata alla potenza del nuovo Impero germanico.

Queste considerazioni gli vengono suggerite dal fatto recentemente avveratosi, per cui
una insigne opera di Rembrandt, facente parte della raccolta di un Lord inglese, benché
conosciuta generalmente ed altamente apprezzata anche a Londra, invece di trovare il suo
posto definitivo nella raccolta nazionale di Trafalgar Square, ebbe a lasciare per sempre i
lidi britannici per venire incorporata nella fortunata Galleria di Berlino. 1

1 E la grande tela di Rembrandt rappresentante il
ministro Renier Ansloo con sua madre, che il signor E.
Michel erroneamente ha descritto come « il ministro

Ansloo esortante una giovane vedova», recentemente
messa in vendita da lord Ashburnham.
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