Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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la galleria nazionale di londra

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Fatto codesto non isolato ma confermato anzi da parecchi altri esempi, atti a testimo-
niare della prontezza usata dai signori che presiedono ai destini del Museo di Berlino nel
prevenire altri, sullo stesso suolo inglese, nell'acquisto d'importanti opere d'arte. «Così,
soggiunge il signor Claude Phillips, per addurre esempi tolti solo dagli ultimi anni, essi
entrarono in possesso del grande dipinto di Fra Angelico della collezione Dudley; della
« Madonna col Certosino » di Giov. van Eyck (raccolta del marchese di Exeter) ; del « ritratto
di Giov. Arnolfìni » di Giov. van Eyck. Tre Alberti Dùrer, comprendendovi l'importante
« Madonna col Bambino » del marchese di Lothian, hanno lasciato le nostre spiagge per le
rive della Sprea, colla conseguenza finale, che l'evenienza di poter procacciare, quando che
sia, alla National Gallery un esemplare autentico di mano del grande Norimberghese trovasi
ridotta ad un minimo di pro-
babilità. Fra altri acquisti
fatti sul mercato inglese vuol si
rammentare il grande, ma
non importantissimo Carlo
Crivelli della raccolta Dudley;

« il ritratto di donna » del Ye-
lazquez, della raccolta mede-
sima ; la splendida « Andro-
meda » di Rubens, della col-
lezione di Blenheim. Fra altri
Rembrandt d'Inghilterra che
arricchiscono ora l'insupera-
bile Galleria di Berlino si con-
tano: «la Susanna ed i vec-
chioni» (collezioneLechmere),
il « San Giov. predicante nel
deserto » (collezione Dudley)
e « il Giuseppe colla moglie
di Putifar » (collezione di sir
John Neeld), quest'ultimo forse
il capolavoro di Rembrandt,
nel dominio del puro colore. Questa enumerazione, fatta quasi a caso, potrebbe essere conside-
revolmente accresciuta, ove si porgesse l'occasione ad un'ulteriore discussione del soggetto ».

Che si vorrà inferire dunque da tutto ciò? Al postutto crediamo la vera conclusione
sia quella che l'Inghilterra in genere è un paese di strabocchevole ricchezza, la quale forse
in questi tempi, per la instabilità delle vicende, si va spostando più che per lo passato e
quindi più agevolmente si fa accessibile anche al Continente, mentre poi ne rimane pure
moltissima alla portata delle pubbliche raccolte nell'isola.

Il Bachiacca e suo motivo desunto dal Pollajuolo.

Come appendice al nostro assunto, ci sia lecito una digressione a proposito di un qua-
dretto che si trova nella Galleria Nazionale di Londra fino dal 1860 e che per quanto non
voglia essere noverato fra le cose più notevoli, porge qualche interesse pel suo addentel-
lato con altre, che valgono a determinare viemeglio l'origine sua. Intendiamo una piccola
tavola (n. 1304, registrata semplicemente sotto la denominazione generica di Scuola Umbra),
dov'è rappresentato un giovane cavaliere col pugnale alzato, interpretato per un Quinto
Curzio (dubitativamente bensì), forse perchè si slancia verso un fuoco che scorgesi divampare
a destra, di sotto le zampe anteriori del cavallo. Che tale sia il soggetto ci pare cosa dubbia

Fio. 8a - Episodio della vita di s. Acasio, del Bachiacca

(Galleria degli Uffizi. Fotografia Brogi, Firenze)
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