Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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RECENSIONI

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sensazioni sacre, che molto probabilmente traevano
la loro origine dalle feste che i pagani erano co-
stumati ili celebrare in occasione della successione
delle stagioni. Forse anche quei dialoghi fra la
Chiesa e la Sinagoga erano una sostituzione per
i canti in forma di disputa fra la primavera e l'in-
verno, con cui alla festa di pasqua si celebrava
il risveglio delle forze creatrici della natura, e di
cui si conoscono alcuni composti già nel secolo
sesto. In ogni modo la Chiesa, per mettere fine a
questi usi pagani, non poteva trovare come com-
penso di essi un tema più adatto, per essere rap-
presentato al tempo della pasqua di risurrezione,
che il dialogo disputatorio fra la Chiesa e la Si-
nagoga, rappresentanti del cristianesimo e del giu-
daismo. Del dialogo in questione l'autore ha rin-
tracciato undici diverse redazioni nei testi dei
misteri drammatici tedeschi, francesi ed olandesi,
provenienti dai secoli xn fino al xvi. .S'intende che
gli esemplari finora rinvenuti non sono che una
piccolissima parte di tutti quelli che una volta
hanno esistito. L'autore colla scorta e sul fonda-
mento delle sopra mentovate rappresentazioni figu-
rative della Chiesa e Sinagoga sulle tavole d'avorio
dell'epoca carolingo-ottonica rende verosimile es-
sere stato nella chiesa gallicana in uso il dialogo
in forma di disputa fra il cristianesimo e il giu-
daismo già nella prima metà del secolo nono, ed
essere stato dato l'impulso alla sua recitazione dal
movimento antisemitico, che ebbe origine sotto gli
auspici dell'arcivescovo Agobardo di Lione (811-
840). Alla prima introduzione di questo tema servi
probabilmente da fondamento il trattato pseudo-
agostiniano intitolato: De altercatione Ecclesiae et \
Synagogae dicilogus. Scrutando il nostro autore le
relazioni accennate arriva a una distesa esposizione
critica sulle origini del dramma religioso nel me-
dio evo in generale. Basandosi sulla testimonianza
dell'influenza del dramma, che si rintraccia in mo-
numenti figurativi del secolo nono, egli fissa il li-
mite più anteriore delle rappresentazioni dramma-
tiche sacre alla metà del secolo nono, cioè d'un
secolo incirca prima che si credesse finora. Ed è
interessante che per mezzo d'una combinazione
comparativa di svolgimenti di indole storica, let-
teraria, innologica e liturgica coi monumenti delle
arti figurative si arrivi alla convinzione che il
modo, la maniera di raffigurare la Chiesa e la Si-
nagoga nei secoli consecutivi del medio evo dal
nono fino al decimosesto va precisamente d'accordo
col movimento antisemitico. Col principio del se-

condo millennio incominciano in Francia e in Ger-
mania le persecuzioni degli ebrei, e da quest'epoca
appunto la rappresentazione figurativa della Chiesa
e Sinagoga pare non essersi più limitata alla re-
gione dove originariamente era sorta, cioè (come si
disse più sopra), alle diocesi di Metz e Tournai.
Probabilmente erano i crociati che la recarono e
diffusero per tutto l'occidente latino, e, cioè, per
mezzo del dialogo drammatico a cui abbiamo ac-
cennato ripetutamente. Nell'Italia quest'ultimo, se-
condo ogni verosimiglianza, non arrivò se non al
tempo di Innocenzo III, che primo fra i papi prese
una posizione addirittura ostile contro il giudaismo,
e nel Concilio lateranense dell'anno 1215 promulgò
i regolamenti più severi contro i suoi seguaci per
tutto l'occidente latino. Sarebbe molto interessante
se per l'avvenire si potessero rinvenire anche re-
dazioni italiane del dialogo fra la Chiesa e la Si-
nagoga. Che ne abbiano esistite, e che almeno nel
secolo decimosecondo e terzo questo tema era già
famigliare al dramma religioso italiano viene reso
molto verosimile dalle rappresentazioni relative di
Benedetto Antelami nel noto suo rilievo in San Gio-
vanni di Parma, e da quelle di Niccolò e Giovanni
Pisano sui pulpiti del Battistero di Pisa, del duomo
di Siena e di Sant'Andrea di Pistoia.

Molta affinità col dialogo drammatico emanato
dall'Altercazione pseudo-agostiniana mostra la rap-
presentazione drammatica dei profeti (Profetenspieì).
Anch'essa trasse la sua origine da un sermone re-
ligioso, attribuito falsamente a Sant'Agostino ed
intitolato: Sermo beati Augustini contra Paganos
Judaeos et Arianos de symbolo. Composto prima
dell'anno 600, questo sermone in molte diocesi di
Francia fu adoperato nel medio evo come lezione
nelle feste di Natale, bentosto fu trasmutato in
forma drammatica e in questa forma influenzò es-
senzialmente l'evoluzione del dramma religioso del
medio evo. Il dramma dei profeti derivato dal ser-
mone pseudo-agostiniano, poi, esso pure pare che
si sia propagato dal principio del secolo undecimo
in pari tempo colle persecuzioni degli ebrei, e che
abbia proseguito lo stesso scopo che l'Altercazione.
Ed è rimarchevole che questo dramma dei profeti
fosse introdotto in Italia nello stesso tempo che in
Francia e in Germania, come preambolo o intro-
duzione alla rappresentazione drammatica della
passione di Gesù Cristo: giacché ne possediamo
due imitazioni in opere delle arti figurative, ese-
guite nella seconda metà del secolo undecimo: nel
grande ciclo, cioè, degli affreschi di Sant'Angelo
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