Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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MISCELLANEA

La data certa della morte dello scultore
Alfonso Cittadella da Lucca, detto volgarmente
Alfonso Lombardi. — All' egregio autore del-
l'articolo riguardante la data della morte di Al-
fonso Lombardi, inserito fra i Nuovi documenti nel
fascicolo settembre-ottobre 1894 dell' Archivio Sto-
rico dell'arte, pag. 368, non fu noto che intorno
ad Alfonso già da assai anni furono messe le cose
al posto, e fu tolto ogni dubbio circa al tempo
della morte di lui, dichiarandone l'anno, il mese
e il giorno, con irrefragabili documenti*, i quali
provarono che se errò grandemente il Baruffaldi
nel congetturare avvenuta la morte dell'esimio ar-
tefice nel 1560, non era però nel vero il Vasari
affermando che egli fosse mancato nel 1536.

Nella memoria: Esame critico della vita e delle
opere di Alfonso Cittadella, detto Alfonso Ferrarese
o Lombardi, pubblicata nell' Archivio Storico Ita-
liano degli anni 1874-75 (Serie III, voi. XX, XXI)
con corredo di documenti tratti dagli Archivi di
Lucca, di Ferrara e di Bologna, non pochi furono
gli errori de' suoi biografi emendati, e le incer-
tezze chiarite. E così la nascita di Alfonso dal Va-
sari e dagli scrittori che lo seguitarono assegnata
al 1487, venne dimostrato non poter essere avve-
nuta prima del 1497; mentre la morte di lui restò
determinata nel giorno 1° dicembre del 1537, di-
chiarando ciò esplicitamente l'atto del notaio Ce-
sare Vallata de' Rossi (esistente nell'Archivio di
S. Petronio), pel quale nel giorno 11 dicembre di

detto anno Antonio Ruini nobile bolognese si ren-
deva mallevadore verso gli ufficiali della fabbrica
di S. Petronio per Sigismondo Lombardi zio ma-
terno di Alfonso, che asserivasi il più prossimo pa-
rente e per conseguenza erede di lui morto inte-
stato, promettendo che quanto formava l'eredità
olim expertissimi scultoris Alphonsis de Cittadellis
de Lucha, seu ut dicebatur de Lombarclis, cioè i de-
nari da pagarsi dal Banco degli eredi di Carlo dei
Cattanei, e gli effetti descritti nell'inventario re-
datto dal notaio Pietramellari di quanto esisteva
nella casa di abitazione del detto Alfonso, tempore
eius mortis sub die primo presentis mensis decembris,
sarebbe da Sigismondo restituito agli ufficiali della
Fabbrica di S. Petronio o ai loro agenti, nel caso
che si trovassero eredi più prossimi.

Non dunque dopo più di un anno dalla morte
dello scultore, come sarebbe se egli fosse mancato
quando assevera il Vasari, fece il Duca di Man-
tova calde premure con la sua lettera del 7 dicem-
bre 1837 ai Senatori dello Stato e della Città di Bo-
logna, per venire in possesso dei marmi preparati
da Alfonso pel monumento del marchese France-
sco IV Gonzaga, da lui commessogli forse fino dal
1530; ma bensì pochi giorni dopo che l'esimio sta-
tuario aveva cessato di vivere; e dovè nondimeno
attendere lungamente prima di poterli recuperare,
ed inviare per tale scopo Giulio Romano a Fer-
rara, dove erano stati trasportati da Sigismondo
Lombardi.

E. Ridolfi.
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