Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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NECROLOGIA

Alberto Maso Gilli, morto in Calvi, borgo dell'Umbria, il 24 settembre ultimo scorso,
nacque in CI)ieri il 28 luglio 1840. Studiò nell'Accademia Albertina e, date- prove non
dubbie del suo valore, uno de'suoi maestri, Andrea Gastaldi, professore in quella scuola di
pittura, lo chiamò per suo assistente in seguito alla morte del Faconti. Quattro anni dopo,
nel 1869, il Gilli espose un quadro assai ammirato: « Una visita schernita » ; un altro, «Ar-

naldo da Brescia», lo espose nel '72. Dopo otto anni d'insegnamento, aspirando a più libero
esercizio, si dimise; e allora il direttore dell'Accademia, Enrico Gamba, lo nominò profes-
sore accademico nazionale.

Recatosi a Parigi, il collega Juglaris presentò alla direzione del periodico L'Art una
cartella di disegni del Gilli; i disegni piacquero molto, e subito venne affidata al giovane
artista l'incisione del quadro del Regnault, «Una decapitazione a Tangeri ». Da quel mo-
mento l'incisore cominciò a prender la mano al pittore, così che nella grande esposizione
del 1878 la giurìa francese gli conferì l'unico premio d'acquaforte, e il Delaborde nel suo
libro La yravure, propugnando l'introduzione della punta secca nei lavóri ad acquaforte
quando il merito dell'artista sappia legittimarla, cita ad esempio il Gilli per gl'incisori
italiani, come l'Unger per gli austriaci, il Seymour Iladen per gl'inglesi, il Redlich e il
Massaloff per i russi. L'anno seguente, apertosi il concorso per il posto di professore di

Alberto Maso Gilli
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