Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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ANDREA DEL YERROCCHIO

AI SERVIZI DE' MEDICI

bbastanza scarse e molto incerte sono le notizie che
possediamo di quasi tutta la prima metà della breve
vita, e quindi dei primordi dell'attività artistica del Yer-
rocchio (1435-88), uno de'più eminenti fra gli artefici
del suo tempo, inquantochè — grazie allo scrupoloso
studio della natura, a un sentimento speciale della bel-
lezza e alla molteplicità del proprio talento — non solo
arricchì di opere immortali il patrimonio artistico del
Quattrocento, ma, per mezzo di numerosi suoi allievi,
contribuì anclie efficacissimamente affinchè l'evoluzione
dell'arte giungesse al suo apogeo nelle produzioni im-
pareggiabili dell'aureo Cinquecento.

Già alla prima domanda d'importanza che si può
e si deve fare riguardo alla biografìa di un artista, quella, cioè, di chi egli fosse scolare,
la fonte a cui siamo avvezzi di ricorrere in primo luogo, se si tratta di esser rischiarati su
questioni della storia dell'arte nel Rinascimento, vale a dire il Yasari, si fa muta non ac-
cennando se non in generale che Andrea « in giovanezza attese all'orefice ». Il Del Migliore
riuscì a precisare l'indeterminatezza di siffatta comunicazione, dimostrando che fosse stato
l'orefice Giuliano Verocchi da cui il giovane principiante non solo apprese quel mestiere,
ma ricevette pure il cognome che poi gli si appiccò a preferenza del nome della propria
famiglia. Parlando in seguito dell'evoluzione che il giovane artefice dall'orifìceria prese alla
scultura, il Yasari colla stessa superficialità riferisce, com'egli «abbandonato in tutto l'orefice,

si mise a gettare di bronzo, e, preso maggior animo, a lavorare di marmo », quasi

che tali cose, senza il menomo ammaestramento, senza nessuna istruzione professionale, an-
drebbero da sè! Tanto maggior pregio acquista la notizia che lo dice discepolo di Donatello,
contenuta nel cosidetto Libro del Billi, una raccolta di biografie d'artisti, anteriore almeno
di una ventina d'anni della prima edizione delle Vite Vasariane. 1 Incontriamo lo stesso
ragguaglio sul nostro maestro pure nelle seguenti parole: « Infra i disciepoli di Donato non
fu ancora in pocho pregio Andrea del Yarochio fiorentino», parole chesi trovano nella di

1 Vedi la mia pubblicazione : II Libro di Antonio
Billi e le sue copie nella Biblioteca Nazionale di Fi-
renze. Estratto dall' Archivio Storico Italiano, ser. V,
tomo VII, Firenze, 1891, pag. 27. Dal Libro del Billi
prese la notizia in questione anche il cosidetto Anonimo

Gaddiano. Yedi il mio scritto : Il Codice dell'Anonimo
Gaddiano nella Biblioteca frazionale di Firenze. Estratto
dairj.ro/iiyio Storico Italiano, serie Y, tomo XII, Fi-
renze, 1893, pag. 61.
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