Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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siste in un parallelepipedo rivestito (li modanature architettoniche (zoccolo, parete, architrave,
fregio ornato di stridili e cornice), che nell'interno racchiude la tomba, e su due lati delle
pareti esterne porta la leggenda sopraindicata. Esso parallelepipedo resta appunto sotto la
lastra marmorea esistente nella chiesa, e serve, nel medesimo tempo, da pilastro per reggere
le vòlte a crociera del sotterraneo. L'opera è senza dubbio la stessa che fu lavorata dal Yer-
rocchio. La lastra marmorea, invece, di fronte all'aitar maggiore non è più quella eseguita
dal maestro. Imperocché si sa che questa, dietro deliberazione della Signoria, dal 22 no-
vembre 1495 fu levata, 1 e in seguito, dopo che le ire contro i Medici si erano alquanto
calmate, non consta precisamente quando, fu sostituita da altra, la quale, essa pure, nel 1527,
ebbe a subire la furia del popolo acceso contro la casa de'Medici, e venne di nuovo di-
strutta. 2 II marmo che ora vi si vede dev'essere stato rimessovi dopo che, al 1° di mag-
gio 1532, il dominio mediceo sopra Firenze fu ristabilito.

ad 12. Che Andrea abbia eseguito il monumento sepolcrale di Pietro e Giovanni Medici
nella sagrestia vecchia di San Lorenzo ce lo attestano tutti i biografi suoi. Dai ricordi
manoscritti di Lorenzo il Magnifico si sa che suo padre, morto ai 2 dicembre del 1469, «fu
seppellito in San Lorenzo, e del continuo si fa la sua sepoltura, e di Giovanni suo fratello,
più degna che sappiamo, per metterci le loro ossa ». Queste poi nel 1472 furono riposate
nel nuovo deposito di porfido 3 collocato nell'apertura di una porta praticata, a quanto affer-
mano alcuni autori, per l'appunto a questa occasione nel muro che divide la cappella già
dei Ss. Cosimo e Damiano, ora della Madonna, dalla sagrestia vecchia, erette ambedue da
Licci de' Medici, avo di Pietro e Giovanni, sepolto anch'esso nella stessa sagrestia. Il mae-
stro in questa sua opera creò uno dei capolavori dell'arte del Quattrocento, e non si resta
perciò attoniti dalla notizia di un antico ricordo riferente che quando essa si scoprì « il
popolo, quasi fosse chiamato a vedere una maraviglia del mondo, vi concorse tutto (sic)
Firenze ».

ad 13. Le lettere e cifre intagliate sui due tondi di serpentino ai lati anteriore e poste-
riore del sarcofago sono, infatti, in numero di settantadue, quelle scolpite intorno al basa-
mento marmoreo del sarcofago cinquantadue. Sarebbe egli che quest'ultimo, insieme colla
iscrizione appostavi sopra fosse stato lavorato da altri, non essendo la sua esecuzione nò
di tanto momento, ne così spinosa come quella del resto. 4

ad 14. Ci narra il Vasari (ITI, 373 e seg.) essere stato il Verrocchio de' primi « a formare
le teste di coloro che morivano » di gesso sul naturale, sicché divenuto poi quest' uso uni-
versale « si vede in ogni casa di Firenze, sopra i cammini, usci, finestre e corniccioni, infiniti
di detti ritratti, tanto ben fatti e naturali, che paiono vivi ». Riferisce poi lo stesso che
Andrea aiutasse Orsino Benintendi detto Fallimagini, il rinomato ceraiuolo, di fare tre im-
magini di Lorenzo il Magnifico, grandi quanto il vivo, vestite di abiti, e le teste, di cera,
ritratte dal vivo e dipinte a olio, le quali, come ex-voti pel suo salvamento nella congiura
de'Pazzi, furono offerte alla Madonna in tre diverse chiese. Avremo da ravvisare questi e
altri simili lavori, come forse anche ritratti di defunti parenti e amici della casa Medici

1 MCntz, Les collections, ecc., pag. 104: «Deliberave-
runt quod inscriptio sepulchri Cosme de Medicis in ede
Sancti Laurentii in pavimento prope altare majus, cujus
talis est titulus: Cosmae Medici patri patriae: omnino
deleatur, quia talis titulus (sic) non meruit sed potius
tirannus (sic) ». Che l'ordine della Signoria fosse proprio
stato effettuato, ce lo dice un passo nella Cronaca fio-
rentina di Pietro Parenti, riprodotto dal Moreni, 1. cit.,
t. I, pag. 114.

2 Vedi la testimonianza degli Annali fiorentini (Cod.

Magi., ci. 25, n. 251, t. 11, pag. 9GG) addotta dal Mo-

reni, Delle tre sontuose cappelle medicee di San Lo-
renzo, Firenze, 1813, pag. 94.

8 Cfr. Moreni, op. cit., pag. 123.

4 La leggenda sul tondo di dietro (verso la cappella
della Madonna) dice: PETRO ET JOIIAKNI I)E ME-
DICIS COSMI PP. FF. ; quella sul tondo di davanti:
PET. VIX. AN. L1II. M. Y. D. XV. JOHAN. AN. XLII.
M. IIII. D. XXVIII. L'iscrizione intorno allo zoccolo
della base del sarcofago è questa: LAURENTIUS ET
JUL. PETRI FF. POSUER. PATRI PATRUOQUE
MCCCCLXXII.

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