Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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TINO DI CAMAINO

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VI.

Mentre maestro Lupo è sempre capo maestro dell'Opera, nei libri di amministrazione
appare per la prima volta, il 14 gennaio del 1318, il nome di Giovanni di Balduccio, con lo
stipendio di soldi 3 e denari 6 al giorno. Il lavoro cui egli attende non è mai specificato,
sebbene sappiamo che stette anch'egli come gli altri al Monte pisano con l'onorario di
soldi 4 al giorno; e l'ultima partita che a lui si riferisca è del 5 gennaio dell'anno succes-
sivo. Ma poiché il registro susseguente porta la data del 1345, il nome suo più non si ritrova,
ed è invece capo maestro certo Bonaiuto, che sappiamo lavorare a varie sepolture per il
Camposanto. Come è possibile assegnare con sì brevi e vaghe indicazioni lavori speciali a
questi differenti artisti?

Nel 1349 è capo maestro dell'Opera della Primaziale Cellino di Nese, di cui verremo
a parlare, avendo egli lasciato nella nostra città un monumento d'arte notevole e sino ad
oggi attribuito alla maniera pisana, e da qualcuno addirittura a Giovanni, o ai due figli di
Andrea Nino e Tommaso.

Igino Benvenuto Supino.
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