Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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ISTA con la TA in nesso, cioè con la T segnata da un'asta orizzontale al vertice della A.
GUILLELMVM, con la prima U goteggiante e la seconda Y latina, è la parola più
certa e scritta per disteso nel modo più chiaro. Bisogna proprio dire che gli operai dell'Orti
avessero le traveggole quando lessero GUILLELNEM.

Per tal modo la firma-preghiera di maestro Guglielmo sarebbe da leggersi così:

QYI LE GIS ISTA PIE — NATYM PLACATO MARIE

SALYET IN ETERNYM — QYI SCULPSER1T ISTA GUILLELMYM.

Letterariamente si potrebbe domandare se il PIE va preso come avverbio, o come
aggettivo da accordarsi con MARIE. Come avverbio sarebbe quasi un pleonasmo. Come
aggettivo non sarebbe molto comune. Gli aggettivi di MARIA, comunemente usati nelle
lapidi veronesi coeve a maestro Guglielmo, sarebbero quelli di BEATA e di SANCTA.
Ma questi aggettivi il nostro poeta non poteva usarli, sia per il verso, sia per la rima.
Il PIE NATVM MARIE della iscrizione guglielmina concorda con il principio dell'Orazione
di San Bernardo :

MEMORARE PESSIMA YIRGO MARIA

e con la fine dell'antifona Salve Regina, pur di San Bernardo:

0 CLEMENS 0 PIA 0 DULCIS YIRGO MARIA,

concorda cioè con due componimenti dell'età di Guglielmo. 1 Concorda anche con i versi:

PIA MATER DUM YIDEBAT
NATI POENAS INCLITI

della sequenza Stabat Mater composta da fra Jacopone da Todi circa un secolo e mezzo
dopo i lavori di Guglielmo, ma, come annota il Yenturi, cavata da imagini più antiche e
da concetti già popolari. 2

A togliere ogni dubbio sulla interpretazione del PIE posso dar qui una letterina scrit-
tami dal su ricordato mio amico conte prof. Francesco Cipolla:

« Verona, 27 marzo 1895.

« Caro Pietro,

« Il PIE, di cui si parlava iersera, soddisfa all'esigenza metrica, tanto se lo si prende
come avverino, quanto se lo si considera come aggettivo accordato con MARIE.

« Ad ogni modo, io piego a giudicarlo aggettivo accordato con MARIE, per questa
ragione, che l'esametro medioevale ama di congiungere anche sintatticamente le parole che
sono congiunte per simmetria di posizione e per rima, o per assonanza. Ne abbiamo esempi
anche negli scrittori classici. Mi viene qui in mente assai opportuno un verso di Ovidio
(4, Fast., 163) che ha l'assonanza interna non perfetta, ma sufficientemente sentita:

Dura loquor, elatae metuendus acumine caudae
Scorpios in virides praecipitatur aquas.

« Non è vero che la tessitura di questo verso corrisponde perfettamente a quella del nostro:

Qui legis ista pie natum placato Marie? »

Come ultima osservazione letteraria si noti il modo con il quale è scritto il nome dello
scultore. Carlo Cipolla nel succitato volume ha, in appendice, un articolo su: La lettera IT.

1 II PIA MATER ricorre anche nei varii Rytmi at- 2 Yenturi Luigi. Gì' Inni della chiesa tradotti e co-
tribuiti a San Bernardo. (S. Bernardi Opera. Parisiia, mentati. Firenze, 1877, p. 446.

II, 903-904).
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