Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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IL CONVENTO OLIYETANO DI SAN MICHELE IN BOSCO

SOPRA BOLOGNA

l convento Olivetano di San Michele in Bosco sopra
Bologna è ben noto ai viaggiatori intelligenti.

Dalla soppressione francese, molte vicende incontrò
quel luogo. I)a prima reclusorio di galeotti, poi villa
pontifìcia, poi villa reale, sembrava che le manomis-
sioni non dovessero aver fine. Quando invece può spe-
rarsi ora che giorni migliori lo aspettino. Legato da
un caritatevole ed illustre scienziato, il prof. Rizzoli,
alla provincia di Bologna per fondarvi un grande ospe-
dale ortopedico per i fanciulli rachitici, questa vi compie
lavori importantissimi che, se renderanno meraviglioso
quel luogo come istituto di beneficenza umana, varranno
a fissare in decoroso stato quanto di monumentale ri-
mase delle antiche costruzioni olivetane. Della qual
cosa dovremo essere grati sopratutto all'intelligente amore per l'arte che anima il presidente
attuale della Deputazione provinciale, cav. Giuseppe Bacchelli. Sotto la sua direzione i lavori
assunsero infatti un carattere schiettamente rispettoso della storia e dell'arte. E mentre
l'Istituto si colloca negli immensi edilizi con cui gli stessi Olivetani soffocarono, dopo la
metà del secolo xvi, gran parte del loro gentile convento del Quattrocento, il gruppo della
chiesa, della sagrestia, del coro, dove i nomi di Baldassarre da Siena, del Bagnacavallo, di
Innocenzo da Imola, di Fra Raffaello da Brescia invitano gli odierni cultori dell'arte, verrà
ad essi restituito e riserbato nelle migliori condizioni, non senza qualche grata sorpresa.
Quella cioè di rivedere ripristinato tutto un ambiente finora noto pel molto che ne disse
Giorgio Yasari, ma che poteva passare per perduto; il grande refettorio dipinto da lui stesso,
il Vasari, da Cristofano Glierardi e da Stefano Veltroni.

Uno dei più bei conventi Olivetani fu certamente codesto San Michele in Bosco, dei
primi dopo quello famosissimo di Monte Oliveto Maggiore nell'Agro senese.

I Benedettini di Monte Oliveto vi entrarono nel 1364, ma delle loro prime costruzioni
nulla rimase, che nel 1430 furono rase dai Bolognesi perchè non vi trovassero ricovero e
luogo ad ostilità le soldatesche di Martino Y. Le ricostruzioni cominciarono nel 1437, e alla
fine del Quattrocento tutto un insieme di eleganti edilìzi era sorto.

Ben poco seppesi finora di questo periodo di attività artistica a San Michele; molta
parte di quelle opere rimase sopraffatta dalle costruzioni posteriori di maggior pompa e di
minor gusto e la loro memoria non resse di fronte al grido sollevato dalle cose operatevi
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