Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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A. RUBBlANt

tei li, Marchesi, esegui la cerna, e da questi la tavola del Vasari, esaminata li 26 giugno 1826,
aveva ricevuto un titolo plausibile: Apparizione dei tre angeli ad Abramo.

Opere di mediocre importanza queste tavole del Vasari, massime le dispense nelle Gal-
lerie; esse acquisteranno molto maggior valore se, restituite nell'antico refettorio olivetano,
rendessero di nuovo completi la concezione e l'effetto dell'insieme decorativo immaginato
da messer Giorgio. Sarà una pagina intera di storia dell'arte ricucita, e la critica più razio-
nale e recente ne consigliarono a ciò.

*

* *

Ma il saggio provvedimento ministeriale diretto a restituire in San Michele le tavole
del Vasari rimane per ora contrariato dal fatto che le ricerche iniziate in Milano per rin-
venire la Cena di Abramo riescirono infruttuose. Finora quella tavola è irreperibile.

Si trovò la ricevuta di deposito rilasciata dal rettore dell' Incoronata e dal parroco di
San Simpliciano, non essendo più nel 1827 quella interessante chiesa votiva degli Sforza
che un Oratorio sussidiario al San Simpliciano. Ma all'Incoronata la tavola del Vasari non
esiste più. In San Simpliciano conservasi bensì un quadro di Prospero Fontana, andato a
Milano nel 1809 e consegnato al rettore dell'Incoronata assieme alla Cena di Abramo nel 1827;
ma anche di là questa sembra scomparsa.

Laonde rimane solo a sperare nelle ulteriori ricerche che l'Ufficio regionale della Lom-
bardia, diretto dall'illustre prof. Beltrami, si propone ancora di continuare.

A. Rubbiani.
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