Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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manto sul petto della Tergine) corrispondono, come si può confrontare dalle unite ripro-
duzioni (n. 2 e 3), al tondo del Museo Pokli attribuito al Pinturicchio. Aggiungi i colori
identici, e cioè l'incarnato pallido dei visi, manto bleu con rovesci verdi, abito rosso fra il
mattone ed il cilegio, cortina a bordi bleu scuro con rabeschi in oro, fondo rosso quasi
mattone con ornati scuri, e si vedrà, non senza buon fondamento, aversi ad attribuire a
Raffaello de' Capponi anche questo tondo, che evidentemente porta l'impronta dei pittori umbri.

Fig. 7. - PALA DI RAFFAELLO CARLI, CON CORNICE DEL BARILI

(In Santa Maria degli Angeli a Siena - Fotografia Lombardi, Siena)

A constatare poi le differenze che corrono fra esso e le opere certe del Pinturicchio, gli
si potrebbe contrapporre buon numero di dipinti di quest'ultimo. Mi basti qui richiamare
l'attenzione sull'autentico e pregevole trittico del Pinturicchio allogatogli nel 1496, e che
costituisce ora uno dei precipui ornamenti della Pinacoteca di Perugia. Nella fig. 4a, che
ne riproduce la parte centrale, non è difficile riconoscere in tutto e per tutto un autore più
primitivo, più acuto ed angoloso nelle forme, ben diverso e più minuto nel piegare parti-
colarmente accurato e studioso, come di consueto, nell'esecuzione del paesaggio.

Disgraziatamente nulla ci è noto della vita di questo Raffaellino fiorentino, che giu-
stamente i signori Crowe e Cavalcasene dicono cercasse d'imitare la scuola perugina e
specialmente il Pinturicchio, ritenendo però nella severità e gravità delle figure le qualità
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