Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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Gr. B. VITTADINI

maestri italiani. Bologna, Zanichelli, 1886, pag. 71. Il Yasari, male informato evidente-
mente, ebbe ad ascriverla a Raffaellino del Garbo.

Giovanni Antonio Beltraffio.

Presso al tondo di Raffaellino de'Capponi, nella grande sala del Museo Poldi, un'altra
tavola s'impone allo sguardo del visitatore. Questo nuovo acquisto è una Madonna col
Bambino del nostro Giovanni Antonio Beltralfìo, di quel Beltrallio che non è ancora per
nulla rappresentato nella grande Pinacoteca Reale di Milano (fìg. 9a).

Deve essere caro a tutti gli amatori di potere, mercè l'accennato dipinto, trovare in
queste stesse artistiche sale segnati i due estremi della lunga via percorsa, in tempo relati-
vamente breve, dal nobile artista, il quale, se ha principio con questo lavoro, incerto per
inesperienza giovanile, porta già seco il germe di quel genio, che, riscaldato al sacro fuoco
del sommo Leonardo, produrrà nella sua età matura una delle perle di questa collezione.
(Tedi la fìg. 12a).

L'atteggiamento della Madonna, dalle spalle quadre e dalle ginocchia aperte, sente ancora
l'influenza della vecchia scuola lombarda; il disegno rivela imperfezioni sensibili in varie
parti; ma sono mende che correggerà nello studio del nuovo maestro, che non avrebbe
potuto trasfondere in lui l'ispirazione pittorica ed il sentimento, se già, come traspare da
questo dipinto, non lo avesse posseduto nei suoi primi tempi.

Che fosse artista nato ne è prova l'aver esercitata la pittura per semplice diletto e
nou per mestiere, perchè, sortito da nobile famiglia milanese, occupò molte cariche pubbliche
nella sua città natale. Fra gli scolari di Leonardo è quello che più si è accostato al Maestro,
tanto da essere stato, specialmente nei disegni, spesse volte con lui confuso.

Il colorito della prima maniera è piuttosto cupo, le pieghe dure e compassate, ma
i bambini posseggono già una innocente infantilità che incanta, e soave è l'espressione
delle sue Madonne.

Al suo primo periodo, oltre questa nuova arrivata nel Museo Poldi, ascriverei la
Madonna della Galleria di Berlino (n. 207 B), acquistata presso il negoziante Baslini
nel 1872, quella del nostro Museo artistico municipale, nota per la fotografia fattane dal
signor L. Dubray, che proviene dal legato Bolognini; e trovavasi ancora, or sono circa due
anni inosservata in una sala del municipio, in fine quella del signor Carlo Loser a Firenze.

Nella figura 10a essa viene contrapposta a quella del Museo Poldi, perchè se ne rilevino
le sensibili somiglianze non meno nei tipi, che nel disegno delle mani, nel genere dei
paesaggi e via dicendo. Dal fortunato possessore fu trovata nel 1893, quasi fosse cosa di poco
conto, presso un negoziante a Parigi, ignaro di ospitare nella sua bottega un prodotto deli-
cato del più fido scolaro del grande maestro.

Quale anello di congiunzione fra la prima e la terza maniera porrei il bel ritratto che
credesi di Asolante Pusterla, presso il signor conte del Majno a Milano ed il n. 42 nel
Museo Borromeo, una minuscola tavoletta pur troppo un poco svelata, rappresentante il
busto di Cristo giovinetto colla testa inghirlandata d'edera, che ha ancora il colorito cupo
della maniera primitiva, ma nell'ovale del viso già richiama il suo gran maestro ed accenna
alle opere posteriori.

Vuole essere assegnata infine alla terza maniera l'affascinante Madonna della Galleria
Nazionale di Buda-Pest, creazione, a mio avviso, che più di tutte ha sentito il soffio vivi-
ficatore di Leonardo, e la ben nota, ma sgraziatamente danneggiata lunetta nell'ex convento
di Sant'Onofrio in Roma (fìg. lla).

Questa, a vero dire, da gran tempo consacrata dalla tradizione al maestro, venne giu-
stamente per il primo dal signor Gustavo Frizzoni rivendicata al nostro Beltralfio fino dal 1881
in un suo articolo intorno al Museo Poldi-Pezzoli nel periodico Zeitschrift fiir bildende Kunst.
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