Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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g. b. yittadini

pigliò gran piacere ancora in quel modo, facendo il ritratto di essa, me diede diversi adver-
timenti non devendo pigliar il lume troppo alto, accio che le ombre nelle rughe della vecciaia
non diventassero troppo grandi et molti altri buoni discorsi, come ancora conto parte della
vita di essa per la quale se conobbe essere pittora de natura et miraculosa et la pena magiore
che hebbe era per mancamento de vista de non poter pili dipingere; la mano era ancora
ferma senza trembula nessuna.

Questo prezioso documento che diamo riprodotto in facsimile nella unita fig. 15, e
che ci rivela quanto la nostra eroina fosse onorata fin nella sua più tarda età, stabilirebbe
in modo positivo la sua andata in Ispagna nell'età di anni 32, invece di 20, come sinora si è
creduto. Infatti è anche più ammissibile, non potendosi concepire come una ragazza di 20 anni
potesse essere già così nota ed onorata. È vero che ciò contrasterebbe alquanto colla firma
del quadro « Una Santa Famiglia » della collezione Morelli a Bergamo: Sophonisba Ana-
gussola adolescens P. 1559, ma in questo caso credo che si possa scusare una signora che
a 32 anni si lusinga d'essere ancora adolescente, tanto più se prevedeva l'età alla quale
sarebbe giunta !1

Delle molte sue opere sparse in Inghilterra, in Italia ed in Russia, il conte Raczynski
a Berlino può vantarsi di possederne una delle migliori. Essa rappresenta le tre sue sorelle
in atto di giuocare a scacchi e con esse una vecchia fantesca di casa, al dire del Yasari,
fatte con tanta diligenza e prontezza che paiono vive e che non manchi loro altro che la
parola. Il dipinto è firmato: Sephonisba Angussola Virgo Amilcaris filici ex vera effigie tres
suas sorores et ancillam pinxit MDLX.

Da nessun documento ci consta l'anno di sua morte, ma è lecito argomentare dal
commentario di Yan Dyck, che ce la dipinge così in ben essere, ch'abbia varcato di qualche
anno il 1623, e magari possa anche aver festeggiato il suo centenario !

Due ritratti di Lucas Cranach — Tavoletta votiva.

Due buoni ritratti sono quelli di Martino Lutero e di sua moglie, di Kranach il vecchio,
di cui si vede la nota sigla del drago colla data 1529. Sopra la testa del primo vi sono le
iniziali M. L. ed il motto: In silencio et spe erit fortitudo vestra e su quello della moglie
trovasi : K. von Bora col motto : Salvabitur per filiorum generacionem. Sebbene di coloriti
freschissimi, di smalto meraviglioso e di una fattura minutissima, non riescono all'occhio
molto simpatici, essendo i tipi alquanto grotteschi, specialmente quello della moglie.2

Interessante a modo suo, sebbene di fattura alquanto grossolana, è la tavoletta rappresen-
tante « Lodovico il Moro » il quale, seduto sul letto a mani giunte, sta pregando la Madonna
col divin figlio; questa gli appare nello sfondo di cielo di una finestra aperta, prospiciente un
lago, che si potrebbe pensare essere quello di Como. La caratteristica figura del Moro è resa
molto felicemente e coincide esattamente coi ritratti che di lui abbiamo nel Milanese. Ad una
parete di fianco al letto è dipinta la sua divisa della scopa col motto: Merito et tempore.
Evidentemente si tratta di un quadretto votivo per grazia ricevuta e vuoisi ritenere ese-
guita da qualche pittore lombardo della fine del xv secolo (fig. 16il).

1 Un eguale quadretto coll'aggiunta di un S. Fran- 2 Simili, ma forse meno fini come colorito, vedonsi

cesco, firmato Sophonisba Angussola, pure graziosissimo, fra i quadri tedeschi nella Galleria degli Uffizi,
si trova nella raccolta del cav. G. Cavalieri a Ferrara.
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