Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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MISCELLANEA

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locale. Tale consegna è avvenuta e le monete di
cui trattasi, esaminate e descritte dal signor pro-
fessore Luigi Adriano Milani e dal vice ispettore
dei monumenti e degli scavi, signor Pietro Sgul-
mero di Verona, sono le seguenti: Oro: due du-
cati di Cristoforo Moro, a. 1476-78. Tre ducati di
Mattia Corvino con lo stemma di S. Ladislao, di
conio variato, e due ducati dello stesso con la Ma-
donna, di conio variato, a. 1458-90. Argento: due
lire di Nicolò Tron, a. 1471-73. Sei marcelle di
Andrea Yendramin, cinqne delle quali con lettere
variate di zecca, a. 1476-78. Sei marcelle di Giov.
Mocenigo, alcune con lettere di zecca variate,
a. 1478-85 ».

17 maggio 1894:

« Firenze - RR. Gallerie. — S. E. il commen-
datore Costantino Ressmann, ambasciatore d'Italia
a Parigi, con atto che singolarmente l'onora ha
fatto pervenire in dono al detto Istituto un esem-
plare della splendida collezione Spitzer in sei vo-
lumi, da servire all'illustrazione della raccolta Car-
rand, la quale trovasi nel Museo nazionale di Fi-
renze.

Modena - R. Galleria Estense. — La Direzione
del R. Istituto di belle arti in Modena ha ceduto
a quella Galleria un busto di gentiluomo, opera di
Antonio Begarelli. Tale busto faceva parte del-
l'insigne monumento funebre della famiglia Bei-
leardi, distrutto nella chiesa di S. Francesco in
Modena, ai tempi della dominazione francese.

— Il conte Alberto Gandini di Modena ha voluto
generosamente aggiungere, ai precedenti doni da
lui fatti alla Galleria Estense, due dipinti, uno su
tavola rappresentante la Vergine col Bambino, tem-
pera del secolo xiv attribuita a Fra Barnaba da
Modena, l'altro rappresentante un paesaggio, opera
dello Zuccarelli.

Napoli - Museo Nazionale. — La raccolta numi-
smatica si ò arricchita di una rarissima moneta
federale, fra Pandosia e Crotone, acquistata dal
detto Istituto in seguito ad autorizzazione del Mi-
nistero ».

7 giugno 1894:

« Est e - Museo Nazionale Atestino. — Fu acqui-
stato per quel Museo un tesoretto monetale, rin-
venuto nell'estate del 1893 a Caltrano Vicentino,
consistente in 343 monete d'argento, e cioè cinque
monete di Marsiglia, 337 Yittoriati, di peso e conio
diverso, e un danaro famigliare.

Firenze - R. Galleria dagli Uffìzi. — Fu ese-
guita la riparazione di un dipinto a tempera su

tela della scuola del Botticelli, che trovavasi nei
magazzini di quella Galleria, rappresentante la Ma-
donna in trono e vari santi.

Modena - R. Galleria e Medagliere Estense. —
Il capitano cav. Benedetto Malmusi a nome anche
di suo fratello comm. Giulio, ha depositato in quella
Galleria un dipinto su tavola, attribuito a Marco
Meloni da Carpi, rappresentante una mezza figura
di S. Girolamo orante dinanzi ad un Crocefisso ».

Ora trovasi esposto in fatti nella sala dei pit-
tori modenesi, racchiuso entro armonica ed ornata
cornice del tempo.

Nel Bollettino del 14 giugno:

Viene reso conto della solenne inaugurazione
della R. Galleria e medagliere estense in Modena
nel nuovo locale in piazza S. Agostino. « Oltre le
pitture e le sculture, sono esposte le medaglie tutte
della collezione, dal Rinascimento al secolo nostro;
la raccolta dei coni e punzoni, la serie delle mo-
nete modenesi ed estensi, nonché le monete di molte
zecche italiane del medio evo. Sono esposte le plac-
chete, gli smalti, gli avori, i vetri, le tazze arabe,
gl'istrumenti di musica (tra i quali, oggetto unico,
un'arpa miniata del secolo xvi), le maioliche, i
bronzi, a cominciare dai più arcaici sino a quelli
del secolo xvii ».

Di questo insieme di cose oltremodo ricco e
pregevole è da sperare che questo periodico vorrà
dare ragguagli più particolareggiati, meritando di
attirare l'attenzione degli amatori e degli studiosi.
La Pinacoteca in ispecie, per quanto priva dei
cento quadri scelti, che il duca Francesco III
nel 1745 vendette all'elettore di Sassonia e che
ora figurano nella grande Galleria regia di Dresda,
porge tuttora parecchi capi degni di qualsiasi più
cospicua pubblica Pinacoteca. E basterebbe ram-
mentate in proposito alcuni capolavori, quali sono
nella sala dei Ferraresi e dei Bolognesi le splen-
dide tavole d'altare di Dosso Dossi e del Garofalo,
e i ritratti dei duchi di Ferrara del Dosso sud-
detto, in quelle seguenti la delicata e graziosissima
Madonna del Correggio proveniente dal lascito del
benemerito marchese Giuseppe Campori, apparte-
nente all'età giovanile del pittore, la Pietà accu-
ratissima di Cima da Conegliano, la Madonna di
Bart. Montagna (lascito Campori), il ritratto di
Francesco I del Velazquez, opera magistrale di
indiscutibile autenticità, e via dicendo. Queste ora
si vedono tutte razionalmente disposte in vasti e
decorosi locali mercè le cure adoperate dai signori
Adolfo Venturi e Giulio Cantalamessa. Ottimamente
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