Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

Seite: 224
DOI Heft: 10.11588/diglit.19207.15
DOI Artikel: 10.11588/diglit.19207.23
DOI Seite: 10.11588/diglit.19207#0233
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1895/0233
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
224

MISCELLANEA

riprodotte vedonsi poi per opera del fotografo Do-
menico Anderson di Roma.

« Trapani - Pinacoteca comunale. — Si è otte-
nuto dalla Direzione generale del Fondo pel culto
che, a meglio garantire la conservazione del quadro
del celebre Andrea Carreca, rappresentante la Ma-
donna del Rosario, tale dipinto sia trasportato dal
soppresso monastero di S. Andrea alla Pinacotoca
comunale di Trapani».

5 luglio 1894:

« Parma - Terramara di Castellazzo nel Comune
di Fontanellato. — In considerazione della somma
importanza dimostrata dagli scavi in detta località,
il Ministero ha disposto di assegnare anche que-
st'anno la somma di L. 1500 per proseguire l'esplo-
razione di detta terramara, affidando la direzione
dei lavori al comm. professore Luigi Pigorini, di-
rettore del Museo preistorico ed etnografico in
Roma ».

19 luglio:

« Bologna - R. Pinacoteca. — Questo Ministero
ha acquistato per la R. Pinacoteca di Bologna un
dipinto di Marco Palmezzano, del tempo in cui
quest'artista subiva gl'influssi di Melozzo da Forlì.
Rappresenta la Vergine che tiene diritto sulle gi-
nocchia il Bambino, il quale ha nella sinistra alcune
spiche e con la destra benedice.

Pisa - Museo Civico. — Al Municipio di Pisa, che
ha costituito degnamente il Museo cittadino, questo
Ministero per incoraggiarne l'incremento ha donato
un quadro di scuola pisana del secolo xiv rappre-
sentante la Tergine col Bambino, con un rotolo
nella sinistra e in atto di benedire con la destra :
opera fatta eseguire, come rilevasi da un fram-
mento d'iscrizione che è sotto il dipinto, dalla cor-
porazione degli orefici pisani ».

Il Museo pisano è oggi uno dei più grandiosi
e bene ordinati che si vedono fra quanti sono sorti
nelle nostre città di provincia; da che sotto l'alta
direzione del comm. professore Del Moro, capo
dell' Ufficio regionale pei monumenti della Toscana
fu collocato nell'antico convento di S. Francesco.
Al lavoro di riordinamento nel vasto locale attese
precipuamente con zelo degno d'ogni encomio il
direttore, signor Igino Benvenuto Supino. In pro-
posito vedasi la sua estesa relazione nel volume
delle Gallerie nazionali italiane a pag. 102.

2 agosto 1894:

« Reggio Emilia - Chiesa di S. Prospero. — Il
Ministero ha ordinato che si provveda subito a ri-

parare un'ancona dipinta dal Sodoma nella detta
chiesa; salvo a provvedere in seguito alla ripara-
zione dell'altra ancona dell'Anselmi, esistente nella
chiesa medesima ».

Il quadro attribuito al Sodoma non saprebbe
essere altro se non quello dov'è rappresentato il
benefico S. Omobono, circondato da poverelli, ai
quali dispensa l'elemosina, che rammenta in fatti
in certo modo il fare del pittore vercellese. Se non
che crediamo non esista documento a giustificare
l'attribuzione, mentre in proposito leggiamo in una
nota alla biografia del Sodoma inserita nel volume:
Arte italiana del Rinascimento, del dott. Gustavo
Frizzoni (p. 152), che la congettura da lui altre
volte coltivata, che in quell'ancona si avesse a
ravvisare la mano del Bazzi, in seguito a più ma-
turo esame fosse da lui stata abbandonata, doven-
dosi pensare piuttosto ad un autore che in qualche
modo fosse stato da lui semplicemente influenzato.

16 agosto:

« Bologna - E. Pinacoteca. — Si sono presi ac-
cordi per reintegrare nella Pinacoteca di Bologna
il trittico di Giotto, la cui parte mediana esiste,
sin dal tempo del Regno italico, nella R. Galleria
di Brera in Milano ».

Ora la reintegrazione è fatta, e si trova ricom-
posta nella sua forma primitiva un'opera, che solo
per uno di quegli atti arbitrari commessi in un
tempo di brutale assolutismo potò essere stolida-
mente disgregata.

Poiché anticamente si trovava, come indica il
Cavalcaselle, 1 nella chiesa di Santa Chiara degli
Angeli fuori porta Castiglione a Bologna, era giusto
che la ricomposizione dell'opera si facesse in quella
città. A rigor di termine andrebbe qualificato per
un polittico piuttosto che per un trittico, poiché
consta di cinque parti sorrette da una predella.

La Pinacoteca di Brera n'ebbe in compenso
due ritrattini presumibilmente di qualche autore
dell'antica scuola ferrarese, secolo xv.

« Venezia - Museo archeologico nel Palazzo Du-
cale. — È stata approvata la riparazione della statua
rappresentante Venere Anadiomène.

— Per opera del dott. Clotaldo Piucco, segre-
tario dell'ufficio regionale per la conservazione dei
monumenti del Veneto, è stato ordinato il meda-
gliere del Rinascimento, per autori, secondo il ca-
talogo dell'Armand ».

1 Y. History of Painting in Itali/, voi. I, pag. 340.
loading ...