Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

Seite: 231
DOI Heft: 10.11588/diglit.19207.15
DOI Artikel: 10.11588/diglit.19207.24
DOI Seite: 10.11588/diglit.19207#0240
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/archivio_storico_arte1895/0240
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
CRONACA ARTISTICA CONTEMPORANEA

Lo scoprimento degli affreschi di Cesare Mac-
cari nella cupola Lauretana, avvenuto il 16 aprile,
è certo uno dei fatti capitali dell'arte contempo-
ranea, e chi ebbe la fortuna di assistervi ne riportò
un'impressione d'entusiasmo che assai difficilmente
è dato provare in questa nostra epoca, nella quale
la scissione tra 1' arte e le manifestazioni della vita
pubblica è tanto profonda. In questo medesimo pe-
riodico scrisse del Maccari ex professo Adolfo Yen-
turi, quando l'insigne pittore compiva gli affre-
schi di Palazzo Madama e riceveva l'incarico di
questi ora, dopo oltre sei anni, offerti all'ammira-
zione dell'Italia. Ci basterà dunque ricordare ai
lettori che il grande artista nacque in Siena nel 1840,
vi studiò nell'Accademia di Belle Arti con la guida
del Mussini, e, in sèguito a un concorso, venne in
Roma e visitò Venezia, d'un tratto così aprendo
l'intelligenza alle più varie espressioni dell'arte
sua. Poco dopo, divenuta Roma capitale d'Italia,
il Maccari ebbe la commissione di frescare la vòlta
della chiesina del Sudario appartenente alla Real
Casa. E così cominciò la sua splendida carriera.
Nessun altro pittore forse ai tempi nostri ha dato
sì ricca produzione d'affreschi, poiché oltre le tre
serie di lavori che abbiamo indicate, Cesare Mac-
cari ha eseguito pure i dipinti della cappella
Franci in Siena, e quelli nella chiesa della Con-
solazione in Genova.

Esaminiamo ora brevemente l'opera della basi-
lica di Santa Maria di Loreto.

La cupola ha otto scompartimenti, quattro mag-
giori e quattro minori, alternati. Il pittore ha ser-
bato le linee delle otto costole, ideando una com-
posizione a padiglione, ma le ha tagliate due volte
con due cerchi, il primo in prossimità del lanter-
nino, il secondo verso la metà delle costole stesse.
Entro il minor cerchio, che è formato d'una ghirlanda

di cherubini, splende al sommo della cupola la Co-
lomba dello Spirito Santo nel Triangolo mistico.
In giro, sopra il tamburo, si vede una fascia di
modiglioncini, sotto la quale si svolge un'altra fa-
scia di festoni coi sacri emblemi. Tra la ghirlanda
del coro angelico in alto e la zona ornamentale in
basso, si sviluppa il poema pittorico delle litanie
della Vergine.

La principal caratteristica della composizione
consiste nell'aver trovato il pittore fra costola e co-
stola, otto archi che, aprendosi nella parte inferiore
della cupola, lasciano integro il padiglione. Ess1
sono tondi nei quattro settori maggiori, ogivali nei
quattro minori, e dànno campo a otto rappresen-
tazioni nel seguente ordine a cominciare dall'arco
che sorge rimpetto all'ingresso e procedendo verso
destra:

Regina sanctorum omnium (settore maggiore);

Regina patriarcharum (settore minore);

Regina prophetarum ;

Regina apostolorum;

Regina martyrum ;

Regina confessornm ;

Regina virginum;

Regina sacratissimi rosarii.

Sul primo arco si vede la Madonna in trono
col Bambino Gesù (bassorilievo dipinto), circondata
da un concerto d'angeli che, da lì partendo, gira
senza interruzione per tutta la cupola, circuendo
sopra gli altri archi i seguenti simboli (serbiamo
l'ordine già stabilito): Speculimi justitiae; Sedes sa-
pientiae; Vas spirituale; Vas honorabile; Rosa my-
stica; Turris davidica; Turris erbunea. I sette sim-
boli rifulgono in tabernacoli sostenuti da gruppi
di grandi angeli volanti.

Sulla cima degli archi ogivali altri gruppi d'an-
gioletti recano i cartelli con le scritte dell'Ave
loading ...