Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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COSTANZA JOCELYN FFOULKES

l'opera d'arte, venne trasportata in sede più confacente e figura ora nella suaccennata
grande Pinacoteca.

Errore di stampa poi fu l'asserzione che il ritratto di un oratore (n. 191) fosse da clas-
sificare fra i fiorentini quell'osservazione si riferiva bensì al ritratto clic gli stava accanto
(n. 194), e che portava il nome evidentemente falso di Palma Vecchio, 1 ma di certo non
al n. 190. Non sappiamo spiegarci come un errore così manifesto siasi intr)dotto.

Un interessante tavola del Beccafumi a Burlington House fu pure erroneamente chia-
mata il Ratto d'Europa, mentre rappresenta la fuga di Clelia e delle sue compagne.

Nel l'annoverare le opere di altre scuole, oltre a quelle propriamente dette di Venezia,
abbiamo tralasciato di nominare il gran Bartolomeo Montagna di Vicenza. Era rappre-
sentato nella Galleria da parecchie preziose tavole. Prima nell'ordine cronologico la Madon-
nina di Sir W. Farrer (fig. 13a), proveniente dalla Galleria Bonomi Cereda di Milano, con un
paesaggio di squisita finezza; e poco stante la Madonna della signorina Hertz, con un ritratto
di devoto (fig. 14a), opera dimostratasi di grande finezza, dopo essere stata ottimamente l'i-
staurata dal prof. Cavenaglii, che vi scoprì il paesaggio, anteriormente tutto coperto da uno
strato nero opaco, e finalmente due tondi per cassoni, che ricordano, in maniera spiccata,
certe tavole del Montagna nel Museo Poldi. 2

Altre opere attribuite a lui nella New Gallery, come per esempio due Madonne (n. 17 e 69),
non ne sono degne ne pel disegno, nè per l'esecuzione delle figure, benché il n. 17 mostri
un delizioso paesaggio, di fino sentimento.

Da ultimo non vorremmo defraudare gli amatori della grata impressione avuta dal-
l'imagine sensibile di un giovanotto, dipinto da Alvise Vivarini, rimediando, benché in
ritardo, all'involontaria ommissione (fig. 15a).

Passiamo ora ai pittori del periodo successivo.

IX.

Tiziano stesso vedevasi rappresentato con due opere che hanno l'apparenza di essere
tutf e due autentiche, per quanto il sig. Berenson non ne accetti che una, cioè la bellissima
Madonna (n. 244, del sig. Mond), già esposta l'anno scorso a Burlington House e appartenente
agli ultimi anni di Tiziano (fig. 16a). Non possiamo capire perchè quel critico respinga il
così detto ritratto di Giorgio Cornaro (n. 130, proprietà lord Carlisle). Ha il carattere di
un'opera del tutto autentica del maestro, scintillante di vita e di un'esecuzione magistrale.
L'identità del ritratto non è di certo provata dall'iscrizione che si dice trovarsi sul rovescio
della tela: « Giorgius Cornelius frater Catarinae Cipri et Hierusalem reginae ».

Giorgio Cornaro fu il provveditore scelto, come ognun sa, dalla Signoria per frenare il
potere supremo di Bartolommeo Alviano; nella stampa del Fontana, che ci conserva la
composizione perduta di Tiziano della Battaglia di Cadore, alcuni critici vogliono ravvisare
nei tratti del generale le fattezze di Giorgio Cornaro, invece di quelle dell'Alviano, e trovano
inoltre una somiglianza fra i tratti suoi e quelli del ritrattato di Castle Howard. Lo stile
di quest'ultimo, come osservano Crowe e Cavalcasene nella Vita di Tiziano, indica chiara-
mente l'epoca della pittura, cioè intorno al 1522, quando Tiziano aveva sempre stretto relazioni
colla corte Estense. In quell'epoca però Giorgio Cornaro, che morì nel 1527 nell'età di 73 anni,
doveva già avere un aspetto senile, mentre il personaggio qui rappresentato pare di fresca
età, tale da non avere certamente oltrepassato i quarant'anni. Altri v'hanno voluto ravvi-

1 Vedi su questo proposito più avanti.

2 Yedi a proposito di questi le fotografie dei detti
eassoni, pubblicate dalla ditta Marcozzi, e un articolo
del dott. GL Frizzoni, intitolato: Spiegazione di un sog-

getto allegorico nel Museo Poldi-Pezzoli in Milano, ripor-
tato dal periodico Arte e Storia, nel numero del 15 set-
tembre 1887.
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