Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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252 COSTANZA JOCELYN FFOULKES

Sun Michele, con fondo di paesaggio. Non possiamo qui se non sottoscrivere l'opinione del
catalogo nel pronunziarlo di mano di uno sconosciuto.

Il n. 82 è copia della conosciutissima composizione di Bridgewater House rappresen-
tante le tre età dell'uomo, del quale la Galleria Doria a Roma possiede pure una copia
antica; secondo i signori Crowe e Cavalcasene la copia nella New Gallery sarebbe nel
migliore caso da aggiudicare a Polidoro Lanzani o a Ludovico Fiumicelli, benché il suo
possessore, Sir W. Farrer, la dia a Tiziano stesso. 11 Berenson la qualifica per opera di
Polidoro, ma a noi sembra troppo mancante di carattere per ammetterlo.

Della meschina copia di un quadro della Galleria del Louvre, n. 158, non vale la pena
di discorrere; non può essere di Polidoro.

Le altre opere attribuite a Tiziano sono, per la maggior parte, copie da originali di
diverse Gallerie; vi ò però un ritratto abbastanza interessante, davanti al quale dobbiamo
fermarci un istante. Viene descritto con poca intelligenza quale ritratto di Poliziano di
mano di Tiziano, denominazione che anche la minima conoscenza delle date rende assurda.

Tiziano nacque nel 1477 ; aveva dunque 17 anni quando il Poliziano morì nel 1494;
non mette conto di esaminare se fosse possibile che il pittore veneto, giovane in quel tempo
e poco conosciuto, avesse potuto conoscere il poeta toscano, perchè l'aspetto della pittura
rivela una maniera del tutto cinquecentista; inoltre il ritrattato non ha di certo più di
vent'anni, mentre nel 1494 Poliziano morì quarantenne. E escluso dunque tanto il nome
di Tiziano, quanto quello di Poliziano. 11 disegno ci ricorda piuttosto alcune ligure della
Famiglia di B. Licinio, nella Galleria Borghese; secondo il signor Berenson, abbiamo qui
un ritratto di mano di Francesco Beccaruzzi da Conegliano, lo scolare di Licinio, pittore
del quale esistono due opere firmate, cioè una gran pala d'altare nell'Accademia di Venezia ed
un ritratto muliebre a Bergamo. Non avendo cognizione di cotesto pittore ci è giuocoforza
contentarci ad osservare che critici competenti hanno ravvisato la sua mano in diverse tele
della New Gallery; così, per esempio, in una grande Santa Conversazione con devoti in un
paesaggio, attribuita a Bonifazio. In questa opera ò palese lo scolare di Licinio, e caratte-
ristici pel Beccaruzzi, ci pare, secondo la poca conoscenza che finora abbiamo di lui, i tipi
un po' tondeggianti e pesanti, il fondo d'architettura a sinistra con piante rampicanti che
codesto pittore si divertiva spesso a rappresentare, massime nel fondo dei suoi ritratti; il
paesaggio a destra ha pure tratti distintivi ed un aspetto diverso affatto da quello dei
paesaggi del Bonifazio ed anche del Licinio.

Altre opere attribuitegli da alcuni sono: il San Giorgio (n. 97), classificato quale Dome-
nico Campagnola, e un interessante ritratto già esposto a Burlington House, che mostrava
strette relazioni col ritratto del cosidetto Poliziano testò nominato. Difficile invece è di
ravvisare la stessa mano nel debole ritratto del doge Gritti, attribuito con poco sapere a
Tiziano stesso, mentre non è certo capace di darci un'idea adeguata dei tratti potenti e
caratteristici del grande Provveditore, così ben conosciuto nelle sue medaglie e nel magnifico
ritratto dipinto, vero originale di Tiziano, appartenente alla Galleria dei conti Czernin a
Vienna. Comunque sia, va dato lode alla critica moderna di essersi applicata a studiare e
mettere in luce pittori, quali il Beccaruzzi, che furono fin qui affatto sconosciuti e dimen-
ticati, mentre le loro opere vengono attribuite a maestri di prim'ordine.

11 Federici (11, pag. 8) riferisce bensì una lunga lista di opere di lui a Treviso, Cone-
gliano, ecc., ma non ci consta se sussistano tuttavia.
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