Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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vita e delle opere di lui. Ecco ora il frutto, non molto abbondante, ne convengo, delle mie
pazienti ricerche. 1

II.

11 più celebre dei Sanmiclieli, il già menzionato Michele, nacque l'anno 1484 in Ve-
rona, 2 e siccome eravi da molti anni in quella città una famiglia Sanmiclieli, la quale, per
quanto a ragione o a torto fu scritto, traeva il suo nome da San Michele, borgo a men
di mezz'ora di cammino da Yerona, fu generalmente creduto che Michele ed i suoi agnati
ad essa appartenessero; ed in prova si citava la seguente firma, riportata dallo Zani,3 di
un parente, veronese per nascita e per lungo domicilio, di Michele: «Joannes Hyeronymus
ex divi Michaelis oppido Arcliitectus ».

Ma a Giuseppe Merzario, nella sua opera su I Maestri comacini,4 riuscì il dimostrare
donde venissero gli architetti Sanmiclieli. Ecco le sue parole:

« Quanto al luogo d'origine della famiglia, fu primo il cavalier Amadio Ronchini a farne
cenno, non sono molti anni, con il dire che di provvedere marmi per la fabbrica della
Steccata di Parma fu incaricato Paolo di Bartolomeo Sanmiclieli da Porlezza,5 ma senza
recare alcun atto o documento di questo suo asserto. La frase era tentatrice: se Paolo era
di Porlezza, di là doveva esser venuto il padre suo Bartolomeo, e Giovanni di lui fratello,
quindi di là esser venuto a Yerona lo stipite dei Sanmiclieli. Dietro inchieste e ricerche
vennero fuori 24 atti e istromenti autentici, dai quali si rende chiaro che Paolo Sanmichele
era di Porlezza e dimorava in Yerona. Citeremo di essi soltanto tre, ai quali poco su poco
giù sono eguali gli altri 21, che per brevità omettiamo: 1°, una quietanza alla compagnia
della Steccata di 100 scudi per lavori di finestra e altri, nella quale è scritto:6 « M. Paulus
«de Porleza fìlius quondam Bartholomei, habitator civitatis Yerone, marmorarius sculptor»;
2°, un autografo dello stesso Paolo, in data 25 giugno 1529, che è nell'archivio della Stec-
cata, ove si legge: «Paulo de Santo Michele de Porliza taiaprede»; 3°, un'altra quietanza
del 9 maggio 1530, coi rogiti di Benedetto Del Bono, nella quale sono firmati un dopo
l'altro, perchè operanti insieme, Francesco de Grate e Paolo da Porlezza. Questi 24 atti
vanno di seguito dal 27 maggio 1529 al 7 agosto 1536. Può rimanere alcun dubbio della
provenienza dei Sanmiclieli da Porlezza, o forse meglio, dalla piccola frazione di San Mi-
chele vicinissima a Porlezza?»

Adunque, se oriundo di Porlezza — eh'è paese in riva al Lago di Lugano, a non molta
distanza dal contine della Svizzera — era Paolo Sanmiclieli, cugino di Michele, parimente
oriundo di Porlezza era il nostro Matteo Sanmiclieli, il quale, come vedemmo asseverato
dal Yasari, era ancli'egli cugino di Michele.

Il Temanza 7 è il più antico autore che abbia parlato della paternità di Matteo. Dopo

1 Esprimo qui tutta la mia riconoscenza a coloro che
in qualsiasi modo mi furono d'aiuto in questo studio, e
nominatamente al cav. avv. Secondo Pia ed al cav. av-
vocato Francesco Negri, i quali eseguirono per me una
serie di belle fotografie; al prof, ing Riccardo Brayda,
ispettore dei monumenti per il circondario di Torino,
che mi sovvenne di dotti consigli ; al cav. Alessandro

Savio ed all'avv. Carlo Rey, il primo sindaco ed il se-

condo segretario comunale di Casale Monferrato, per

avermi facilitato l'esame delle antiche scritture di quel-

l'Archivio civico; al conte prof. Carlo Cipolla ed al si-

gnor Sgulmero, per avermi procurato interessanti no-

tizie da Yerona; al cav. Francesco Carta, prefetto della

Biblioteca Nazionale di Torino, per la sua premurosa
cortesia in suggerirmi e procurarmi libri e mano-
scritti; ecc.

2 Vasari, VI, 341.

3 Enciclopedia metodica, XVI, 357.

4 Milano, 1893; tomo II, pag. 90.

5 La Steccata di Tarma, negli atti della Deputazione
di storia patria per le provincie modenesi e parmensi,
voi. I, pag. 185; Modena, 1863.

6 Rogito 27 maggio 1529 del notaio Benedetto del
Bono; Archivio notarile di Parma.

7 Vite dei più celebri architetti e scultori veneziani,
Venezia, 1778; pag. 152.
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