Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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vi avesse creduto. Ebbene, al contrario, vedasi quel ch'egli dice: « Madama, da esser tirana
in fora, è una delle più virtuosse dame del mondo ». 1

Il Cavassa, com'era il primo cittadino di Saluzzo per l'alta dignità, per il favore della
marchesa e per le bene o male acquistate ricchezze,2 così volle che la sua casa fosse la
più splendida fra le case private. Qualche ondata dell'aura divina del Rinascimento era
pervenuta sin lassù, e già alcuni vi cominciavano a trovar fredde e viete le ingenue e miti
creazioni dell'arte locale ed a non più pregiare che i prodotti della nuova scuola. Di questi

BASSORILIEVO RAPPRESENTANTE IL VICARIO FRANCESCO CAVASSA

a Saluzzo

fu Francesco Cavassa, che può paragonarsi per la fiera tempra dell'animo, le vicende del-
l'agitata vita e l'ardente amore dell'arte ad alcuni fra i famosi mecenati italiani dell'età
precedente. Fedele al motto della sua famiglia, Droit quoi quHi soit, andò sempre diritto
al suo scopo; ma non andò lontano. Nel 1528, essendo morto senza prole il marchese Mi-
chele Antonio, la corona spettava di pien diritto al suo fratello secondogenito Giovanni

1 Pag. 576.

2 « Ha intorno soa signoria » (la marchesa Marghe-
rita) « poco conseglio, li quali eciam non hanno con-
siencia, et prima lo meser Francesco Cavassa vicario

generale lo quale non ha consiencia alquna Ale

bensì vero che si enpie li fianchi» (cioè s'arric-
chisce col denaro pubblico). Pag. 604. Cfr. anche pa-
gina 573.
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