Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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316 ALESSANDRO VESME

marmoree che le inquadrano un tutto così omogeneo, ch'io oso sostenere tanto le une quanto
le altre essere, non certo l'esecuzione d'una stessa mano, ma l'invenzione di una stessa mente.

Le imposte di porte (che qui chiamerò semplicemente porte) alle quali alludo, sono le
seguenti :

1° Quella della sala del Capitolo in San Giovanni di Saluzzo. Oltre che per il fine
e gustoso lavoro, essa è notevole per una data ch'io, avendola bene esaminata, son forse il
primo ad interpretare: « 1525 die 19 septes », mentre sinora il millesimo fu letto « 1555 ».

«^uand'aiiclic non vi fosse nessuna data, la

vassa — che si vede figurata in due scomparti
della porta, avrebbe dovuto far accorgere che
il dir questa eseguita nel 1555 è un anacroni-
smo, poiché nel 1555 la terribile marchesa era
già morta da ventidue anni e da sette anni il
Saluzzese era passato sotto il dominio della
Francia, la quale aveva così finalmente raccolto
il frutto delle dissensioni da essa incessante-
mente fomentate nella famiglia marchionale.

2° Quella esterna della casa Cavassa in Sa-
luzzo. È opera bellissima e ben conservata. Yi
son ripetuti il solito motto droit qvoi qvil
soit e la solita margherita col sole.

3° Quella della collegiata di Revello. È di-
visa verticalmente da cinque colonnine, le quali
poggiano sopra uno zoccolo identico a quello
delle vicine lesene di marmo. Nella parte supe-
riore osservansi due graziosi delfini intagliati
a tutto rilievo. L'esecuzione non può essere
anteriore al 1534, data che, come vedemmo, è
segnata sull'alto di quello che i Francesi chia-
mano portail. 1

Imposta di porta, nella cappella dei Cavassa A.AV1I.

a Saluzzo Le tre suddette porte sono le sole a me note

che, secondo il mio apprezzamento, siano inta-
gliate, con maggiore o minor fedeltà, d'appresso disegni del Sanmicheli e che siano
entro cornici di marmo scolpite da quell'artista; ma altre ve ne sono che, quantunque non
appoggiate ad opere di marmo del nostro scultore, mi sembrano eseguite sotto la sua dire-
zione. Eccone l'elenco:

1° Yarie porte nell'interno di casa Cavassa in Saluzzo. (Brayda, Porte Piemontesi,
tav. Y, YI, YII e XY).

2° Porta della parrocchiale di Yillanova Solaro. Nello scomparto di mezzo, al piano
superiore si vedono le lettere: « 1. b. d. S. A. P », che verosimilmente indicano l'artefice in-
tagliatore (Brayda, tav. YIII).

3° Porta della chiesa, or distrutta, di Santa Dorotea in Torino. Ha la data 1517. Si
trova nel Museo Civico di Torino (Brayda, tav. IX, X e XI). Questa pare intagliata da un

1 E generale a Saluzzo la ridicola credenza che le dette porte siano di legno di vite. A me pare clie quello
sia legno di noce.
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