Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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di Santa Caterina, già stanza degli antichi Disciplinati di fra Giordano, coli'intendimento di
valersene per ospedale o peregrinano pei poveri.... I disciplinati di San Gregorio oltre all'O-
ratorio.... pattuirono coi frati che potrebbero avere anche buona porzione dell'orto posto presso
alla chiesa; obbligandosi a un tempo di costruire a loro spese in Santa Caterina, alla sinistra
presso alla porta, un altare dedicato al nome del loro Patrono, su cui riporrebbero le statue
dell'Annunziata e dell'Angelo.... Del rimanente la compagnia di San Gregorio non durò
per molto tempo ridottasi a non avere che un solo fratello, che gli altri tutti erano man-
cati per morte, vistosi ancora questo presso al termine della vita, ne donò tutti i beni;
ond'è che per quest'atto i Domenicani divennero proprietari delle due statue».1

L'Angelo annunziante ha la mano sinistra al petto e nella destra doveva tenere il giglio ;
la Vergine, un po' contorta nel movimento, tiene con la sinistra un libro aperto e porta la
destra al seno in atto di commozione e di fede. La testa si volge con naturai movimento
dalla parte dell'Angelo, e ha molta dolcezza nell'espressione del volto calmo e sereno. In
queste figure, come nell'altra rappresentante la Tergine col Bambino poppante, si riscon-
trano quelle qualità che hanno reso meritamente chiaro il nostro artefice: il marmo ha una
levigatura e un pulimento grandissimo, la carne ha morbidezze e flessuosità affatto nuove,
il sasso ha perduto la originaria e naturale durezza; la grazia non è esagerata, come vor-
rebbe il Perkins, o degenera in smorfia, nè la smania di far morbido si spinge al punto
da far tondo e sfibrato.

Della stessa maniera e senza dubbio della stessa mano sono le due statue in legno rap-
presentanti il medesimo soggetto, un tempo nel convento di San Francesco, ora nel Museo
Civico di Pisa, intorno alle quali giustamente scrive il Jacobsen, « che esse sono certo di Nino,
anzi degne di un artista di maggior valore. Sotto la morbida stoffa dalle larghe pieghe si
scorge il movimento dell'agile corpo; le teste di tutte e due le statue sono di molle e gio-
vanile bellezza. Presentemente sono ricoperte di una monotona patina grigiastra; ma origi-
nariamente erano certo dipinte in modo naturalissimo, a somiglianza di altre sculture in
legno, esposte nello stesso Museo ».2

I signori Cavalcasene e Crowe ricordano una statua della Tergine nella sagrestia della
chiesa di Santa Caterina; ma oggi più non esiste, nè sappiamo o possiamo dire qual sorte
abbia avuta.

IT.

Oltre i lavori che abbiamo illustrati, il figlio di Andrea Pisano ha lasciato nella città
nostra, unico monumento sepolcrale che ci rimanga, la tomba eretta alla memoria dell'arci-
vescovo Saltarelli, domenicano, che governò la diocesi pisana dal 1323 al 1342, e che si illu-
strò, oltreché per le molte sue virtù, anche per la coraggiosa resistenza che seppe opporre
a Lodovico il Bavaro, l'imperatore scomunicato, il quale avrebbe voluto Pisa a lui favorevole
e pronti gli alloggiamenti per la sua venuta. Entrando nella chiesa di Santa Caterina, a

1 Bonaini, Notizie inedite di disegno, pag. 66.

« L'Arco di macigno dell'aitai* maggiore, quale prima
era di mattoni, a arco acuto, simile agli altri delle Cap-
pelle, fa fatto da cima a fondo di suo deposito dal Priore
lettore e predicatore generale Francesco Giov. Dome-
nico del Rosso, come a' piedi di esso sta scolpito, che
in detto arco vi stava la Santissima Nuntiata, dentro
a due nicchi di marmo bianco, et a piedi due marmi
belli e lavorati, a destra e sinistra, sopra de' quali po-
sava, fatta da casa Gagnolanti, e per far detto arco
tutto andante si cavarono ma concotte dall' incendio

seguito di nostra chiesa l'anno 1651 pisano, la notte
della vigilia di tutti i Santi, nel tempo del priorato del
Priore lettore fu Pietro Borghesi, figliolo di S. M. No-
vella. Et in oggi dette statue stanno nella cappella degli
Apostoli Santi Pietro e Paolo per darli luogo a pro-
posito a suo tempo ». Arch. Capitolare. Sepolttjario della
Chiesa de' PP. Domenicani di S. Caterina della Città di
Pisa, Ms., c. 38.

2 Repertorium filr Kunsturssenschaft, XVIII Band,
2 Heft. Das Neue Museo Civico zu Pisa, von Emil Ja-
cobsen, pag. 104.
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