Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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GEROLAMO RISC ARO

Consultato il Cicerone di Burckardt (ed. di Parigi, voi. II, pag. 749), trovai che ivi pure

10 si assegna al Savoldo. Continuando nelle consultazioni di opere moderne arrivai sino ai
signori Crowe e Cavalcasene, che per i primi, nella loro History of Painting in North-Italy
(voi. II, pag. 420), hanno manifestata l'opinione che il Zan Jeronimo degli atti del convento
debba essere il Savoldo.

Mancando a questa tesi il pregio della novità, qualcuno potrebbe domandare se non
sia inutile, per non dire temerario, ch'io faccia sentire la mia debole voce dopo quella tanto
autorevole dei due eminenti storici, seguita senza discussione da altri non meno valenti scrit-
tori di cose d'arte, quali il Ltibke (Geschichte der It alieniseli en Mederei, voi. II, pag. 621) ed

11 citato Burckardt.

Non ostante il difetto di novità e di autorità, io penso tuttavia che la presente pubbli-
cazione un certo interesse lo può presentare, sia perchè il fortuito incontro di più giudizi
costituisce per se stesso un valido argomento di attendibilità dei giudizi medesimi, sia per
il raffronto col quadro di Brera e per le considerazioni desunte dai documenti dell'epoca colle
quali credo di averne data più esauriente giustificazione, sia infine per rispetto all'opinione
pubblica del nostro paese, la quale ha diritto di essere pienamente illuminata intorno ai nuovi
giudizi ed apprezzamenti che ci vengono d'oltre monte, su opere formanti tanta parte del
nostro ricco patrimonio artistico.

Dott. Gerolamo Biscaro.
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