Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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MISCELI

I. La R. Galleria di Brera in Milano.

II. La R. Galleria di Parma.

III. R. Galleria e Medaglieri Estensi in Modena.

IV. R. Museo archeologico di Venezia.

V. Le Gallerie di Firenze.

VI. Le Gallerie fidecommissarie romane.

VII. I Musei civici italiani.

« Documenti storico-artistici. - Libro dei conti
di Lorenzo Lotto ».

Della pubblicazione di questo bel volume già si
è fatto menzione in altro numero di questo perio-
dico. Contiene un rendiconto particolareggiato di
quanto fu fatto nel corso dell'ultimo anno (a par-
tire dal 1° luglio 1893 per venire fino al 1° luglio
1894) affine di aumentare ed ordinare le raccolte
dei Musei e dello Gallerie indicate.

Rispetto alla Pinacoteca di Brera è da notare
l'illustrazione delle due importanti tavole di Fran-
cesco Cossa, contenenti le figure di S. Pietro e di
S. Gio. Batt., le quali unitamente ad una terza fi-
gura di S. Giacinto, ora nella Galleria Nazionale
di Londra, ed alla predella con fatti di quest'ul-
timo santo (in Vaticano) costituivano una sola
grande pala probabilmente in qualche chiesa o cap-
pella di Ferrara.

Valgano le unite figure la, 2a, 3a e 4a per dare
un'idea delle parti ond'era costituita la pala ac-
cennata.

Altro lodevole acquisto fu quello di una tavola
di Galeazzo Campi, cremonese, segnata del nome
e dell'anno 1517, ora collocata nella sala X a canto
alle altre pitture di scuola cremonese.

In fine vi sono indicati parecchi quadri che po-
trebbero appartenere alla Pinacoteca, ove questa
avesse il posto necessario per collocarli ed avesse
ad esercitare il suo diritto di richiamarli dalle
chiese alle quali furono accordate in deposito. In-
torno ai più interessanti di questi quadri già ci
siamo espressi alla nostra volta nel fascicolo IV
dell'anno scorso in questo periodico, e facciamo
voti che la Direzione della Pinacoteca si faccia ini-
ziatrice del richiamo là dove si tratta di opere di
limitate dimensioni da poter essere ricoverate fin
d'ora negli ambienti della Pinacoteca. Fra queste
nel parere nostro andrebbero considerate anzitutto
la tavola del Redentore morto, del Vivarini (già
nella chiesa della Carità in Venezia), e quella del-
l' Incoronazione della Madonna, proveniente da
Santa Maria Mater Domini a Bergamo e nella quale

riconoscemmo la mano di Andrea Previtali, ber-
gamasco. 1

Nel capitolo concernente la Galleria di Parma
è trattato il riordinamento, in complesso assai lo-
devole, operatovi dal prof. Corrado Ricci. E così
in quello spettante Modena è indicato quanto i
signori Venturi e Cantalamessa hanno fatto per
rimettere in onore le collezioni estensi.

A proposito del R. Museo archeologico di Vene-
zia apprendiamo avere il sig. Clotaldo Piucco clas-
sificato le monete e le medaglie. Nella quale occa-
sione furono pure riordinate le altre opere in bronzo
e trasportate nella stessa sede del Palazzo Ducale
quelle che finora si trovavano, a dir vero alquanto
spostate, nella R. Pinacoteca.

Parecchi sono gli acquisti onde si è arricchita
la Galleria degli Uffizi, parte per doni di privati,
parte per grate scoperte fatte nei ripostigli. Fra que-
ste vuoisi rammentare in ispecie la figura caratte-
ristica di una Venere di Lorenzo di Credi e un
profilo di giovinetto del Boltraffio, già creduto di
Leonardo. (Vedi W. Bode, Italienische Bildhauer der
Renaissance, pag. 155).

In realtà in quest'ultimo appariscono bensì delle
riminiscenze di Leonardo, massime in certi parti-
colari del fondo, colle sue roccie accidentate, ma
il tipo della figura, il modo di profilare è caratte-
ristico pel Boltraffio ed ha infatti la più grande
somiglianza con quello, già da tempo conosciuto
per suo, che si osserva in una attraente|figura di
un giovane S. Sebastiano in una raccolta privata
di Bergamo (fig. 5a e 6a).

Nè mancarono le opere di scultura sopraggiunte
nel Museo Nazionale, del pari che un aumento no-
tevole nella raccolta dei sigilli.

Frutto di lunghe e laboriose indagini è il ca-
pitolo che tratta delle Gallerie fidecommissarie ro-
mane. I sullodati signori Venturi e Cantalamessa
furono quelli che se ne occuparono, con diligenza
e con longanimità, ricavandone delle constatazioni
non sempre confortanti per la conservazione e l'in-
tegrità di quelle raccolte.

Fu in queste, e più precisamente nel palazzo
Barberini, che il cav. Venturi trovò fra altro due
tavole di straordinario interesse per la storia del-
l'arte, rappresentanti l'una la Natività della Ma-

1 Gli accennati due quadri ora sono difatti stati richia-
mati, e così pure una tavola attribuita a Vincenzo Stoppa
rappresentante S. Francesco che riceve le Stimmate, non
che una Visitazione di Domenico Panetti.
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