Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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MISCELLANEA

tuire il pavimento della chiesa al suo primitivo
livello ».

28 marzo.

« Conservazione e restauri dei monumenti - Re-
gione VI. — Marche ed Umbria.

« Yi è reso conto del noto furto perpetrato per
mano di un pregiudicato latitante nella chiesa di
S. Paterniano in Fano di uno dei migliori quadri
del Guercino, rappresentante lo Sposalizio della
Vergine.

« Prese tutte le opportune misure per riescire a
scoprire il ladro (quella compresa della promessa
di un premio di L. 3000 allo scopritore), il quadro
fu da una guardia municipale rinvenuto in una
casupola nell'agro di Mondavio. Fu subito seque-
strato il prezioso dipinto, che era stato tagliato
dalla cornice, ravvolto e legato con una fune, senza
avere subito fortunatamente gravi danni. L'autore
del furto, Gfesualdo Breccia, arrestato.

« Commissioni di lavori per la lì. Calcografia. —
Con decreti ministeriali 5 febbraio 1895 fu ap-
provato il contratto stipulato il 23 gennaio 1895
col signor Paolo Caselli pel restauro del rame
L'Aurora di Guido Reni, per la somma di L. 800;
fu approvato il contratto stipulato il 28 gen-
naio 1895 col signor Giovanni Buonafede pel re-
stauro del rame L'Aurora del Guercino, per la
somma di L. 5000.

« Con decreto ministeriale 16 febbraio 1895 fu
approvato il contratto stipulato il 16 novembre 1894
col signor Filippo De Sanctis per il proseguimento
e la finale esecuzione del rame Mose salvato dalle
acque, per la somma di L. 7000».

Richiamiamo l'attenzione del lettore sugli stan-
ziamenti di così cospicue somme, che dimostrano
quanto stiano a cuore al Ministero della pubblica
istruzione le sorti della R. Calcografia, in onta alle
note strettezze del bilancio.

4 aprile.

« Venezia - li li. Gallerie. — La fabbriceria del
tempio di S. Pietro di Castello ha ceduto alle
RR. Gallerie, in deposito, il quadro di Marco Ba-
salti rappresentante S. Giorgio a cavallo che uccide
il drago (fig. 7a), a condizione che le RR. Gallerie
sostengano la spesa della necessaria riparazione. Il
Ministero ha autorizzato tale riparazione da ese-
guirsi dal signor Giovanni Spoldi ».

Questo dipinto fu realmente trasportato in Pi-
nacoteca, dove pur troppo si osserva che aveva an-
tecedentemente patito assai. Ora per lo meno c'è

da sperare siano arrestati i danni ulteriori. Secondo
la Guida di Francesco Zanotto (a. 1866) porterebbe
il nome e la data 1520: apparterrebbe quindi al-
l'età provetta dell'autore; ed è quanto risulta ve-
rosimile, a giudicare dai frammenti delle cifre che
rimangono. Il pittore pare sia stato impressionato
dallo stesso soggetto trattato dal Carpaccio in
S. Giorgio degli Schiavoni. Il drago infatti pare
fatto ad immagine di quello, e così il cavallo bianco
con le sue bardature e la donzella che fugge.

11 aprile.

« Ferrara. — Fu dato ordine che sia comple-
tata la difesa dell'affresco del secolo xiv scoperto
nella caserma di S. Guglielmo in Ferrara, robu-
standone la intelaiatura ».

2 maggio.

« Roma - R. Museo preistorico etnografico. — Il
signor Giacomo Soldi ha fatto generoso dono a
quel Museo di una raccolta di oggetti antichi di
notevolissima importanza, rinvenuti nella terramare
Ognissanti, da lui esplorata, esistente in un ter-
reno di sua proprietà nel Comune di Pieve S. Gia-
como, provincia di Cremona ».

Regione III. Yeneto.

Da Treviso viene segnalata la deliberazione
presa dal vescovo di quella città di far esèguire
delle opere di riparazione ad un'antica tavola di
sua pertinenza, di cui è autore Gerolamo da Tre-
viso, e che rappresenta la Madonna così detta delle
Ciliege, essendovi rappresentata la Yergine nell'atto
che offre delle ciliege al Bambino, il quale è ado-
rato da due santi e da due sante. A' piedi della
Madonna è il cartellino con su la leggenda: Hyero-
nimus Tarvisio. Poiché di antichi pittori dal nome
di Gerolamo ve ne sono stati almeno due a Tre-
viso, sarebbe stato interessante sapere a quale dei
due appartenga la tavola accennata, che si trovava
già nell'Oratorio del vescovo. Di là era stata tolta
anni sono, quando l'Oratorio fu convertito in Laz-
zaretto pei colerosi ; quindi fu trasportata nel pa-
lazzo di villeggiatura del Vescovo e posta in un
granaio, dove fu guasta dall'acqua. Yenuta la cosa
a conoscenza del Ministero, la fece trasportare in
luogo sicuro, e pensò a farla riparare. Essendo
stata preventivata la relativa spesa in L. 600, il
vescovo consentì di concorrervi con L. 100, l'Eco-
nomato dei benefici vacanti con L. 200.

Per mostrare la differenza che corre fra lo stile
del vecchio e quello del giovane Gerolamo da Tre-
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