Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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MISCELLANEA

— Fu data in deposito al Museo civico di Pisa una
tavola del secolo xvi, rappresentante la Vergine col
Bambino e S. Giovanni, che si trovava in una sala
terrena annessaall'orto botanico di quella Università,

— Treviso. — Nella chiesa di S. Andrea di Ca-
vasagra esiste uijia pregevole tavola attribuita al
Cima da Conegliano, rappresentante S. Andrea e
altri santi, assai danneggiata dal tarlo nella parte
dipinta. Il restauratore signor Giovanni Spoldi è stato
incaricato di ripararla.

— A fine di allontanare, per quanto è possi-
bile, ogni pericolo d'incendio nel Palazzo Ducale
di Venezia, il Ministero della pubblica istruzione
ha stabilito di illuminare a luce elettrica, non solo
le stanze degli uffici che ivi hanno sede, ma anche
le logge e le scale per le ronde notturne e le pri-
gioni per le visite giornaliere, abolendo le fiaccole
e i lumi a olio, che servono ora per rischiarare
la via.

Affinchè però le lampade elettriche non guastino
l'effetto di alcuno degli ambienti monumentali, fu
disposto che 1' Ufficio regionale e la Commissione
provinciale conservatrice dei monumenti procedano
d'accordo nelle modalità dell' esecuzione del pro-
getto.

J. Kochte.

Il ritratto di Cornelis Claesz Ansio, di-
pinto dal Rembrandt. — Fra i numerosi acquisti
che dal 1878 in poi arricchirono il Museo di Ber-
lino, uno dei più importanti è quello dello splendido
dipinto del Rembrandt, di cui diamo la riprodu-
zione, e che da alcuni mesi si trova aggiunto alle
diciotto opere di questo pittore che adornano la
detta galleria.

Il quadro, che prima si trovava nella collezione

di lord Ashburnham, fu eseguito nel 1641, e ap
partiene quindi al periodo del fiore [del grande
maestro, fra le cui opere occupa uno dei primi
posti.

Si credeva dapprima che l'uomo in esso rappre-
sentato fosse il poeta Renier Ansio; ma ormai è
dimostrato che quest' opinione è erronea e che
l'individuo che ci sta innanzi è Cornelis Claesz
Ansio, il celebre predicatore e capo della comunità
dei Mnemoniti di Amsterdam, nato nel 1592 e
morto nel 1646, del quale esiste un altro disegno
di mano dello stesso Rembrandt, eseguito poco
prima del quadro di cui parliamo.

Il predicatore è raffigurato in atto di consolare
con le sue parole una donna che lo ascolta con le
lagrime agli occhi. È molto probabile che anche
questa seconda figura sia un ritratto; ma nell'in-
terpretazione generale del quadro essa perde, per
così dire, la sua importanza personale e diventa la
rappresentante della comunità alla quale l1 illustre
ecclesiastico presiedeva.

Alla forza dell' espressione si accoppia nel di-
pinto la maestria dell'esecuzione, condotta con rara
accuratezza fin ne'più minuti particolari. La tavo-
lozza è molto semplice eppure di grande effetto :
oltre al nero delle vesti non vi sono che pochi
toni, i quali si fondono in un chiaroscuro mirabile,
che dà al quadro un' aria di vera grandiosità.
Riuscitissima poi è la disposizione della luce, che
scivolando sul tappeto che copre il tavolo e sul
volume sostenuto dal leggìo, batte in pieno sul
volto e sulle mani della donna, mentre sul volto
dell'Ansio produce dei riflessi che gli danno anima
e rilievo e ne fanno, come appunto era intenzione
del pittore, la figura principale del quadro.

J. Kochte.

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Domenico G-noli, Direttore responsabile

Roma - Tip. dell'Unione Cooperativa Editrice, via di Porta Salaria, 23-a.
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