Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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DIEGO SANT'AMBROGIO

d'essi la targa colla biscia viscontea, (làmio a divedere tenessero fra di loro nella co-
rona di mezzo il ritratto del fondatore stesso della Certosa, Giovanni Galeazzo Visconti,
o lo stemma ducale che pur figura ancora sull'attuale porta grande d'accesso al mo-
nastero.

A meglio dinotare poi che, oltreché di una fondazione ducale, si trattava di istituto
religioso cartusianense, non portano gli altri due medaglioni, con due coppie d'angeli ca-
dauno, le consuete targhe a forma di testa di cavallo, col monogramma della Certosa pa-
vese GRA CAR?

Ma, v'ha di più, e si è che, ove stesse di fatto tale supposto, si accorda esso egregia-
mente anche coll'epoca di comparizione di quei marmi a Carpiano, insieme coli'altare, le
colonne a spirale, il lavabo e le due statue d'apostoli.

Era evidente infatti che, iniziandosi poco prima della metà del xvi secolo il rifaci-
mento di tutta la fronte del monastero verso il piazzale del tempio, l'antica porta d'accesso
dovesse per la prima andar sagrifìcata, e di qui il pensiero che poteva e doveva nascere
facilmente a monaci sì amanti dell'arte quali erano i Certosini, di non sperperare o distrug-
gere quei marmi, ma di valersene ad adornamento, sia della porta rettangolare del lavabo,
come, e più specialmente, della facciata di Carpiano e dell'androne d'ingresso della loro
Grangia o castello in quella località.

Tutto ciò può ritenersi ingegnoso ma poco accettabile, massime in un tempo in cui di
formali documenti si fa richiesta anche là dove i monumenti parlano da se stessi in modo
chiaro e ineccepibile; ma, benché si tratti di opere distrutte oramai da oltre tre secoli e mezzo,
siamo questa volta fortunatamente in grado di offrire, a sussidio dell'accampata presunzione,
un prezioso documento, e, quel che più giova, grafico e di mano di un artista fedele nelle
cose sue fino allo scrupolo.

Nel suo famoso quadro di Cristo che porta la croce seguito dai Certosini, Ambrogio
Borgognone raffigurava nello sfondo la Certosa quale poteva essere in costruzione verso
l'anno 1495, e sul lato dèstro del tempio riproduceva, con tutta esattezza, i locali dell'antico
chiostro (fìg. 3a).

Non era ancor fatta allora la grande porta d'accesso decorata solo nel 1508 dai dipinti
di Bernardino De Rossi, e nella prima parte dell'ampio cortile di fronte al tempio un umile
fabbricato con bassa tettoia separava il cortile dai locali destinati ai monaci, di cui vedonsi
sopravanzare al disopra del tetto alcune celle.

Un'ampia porta, presso cui il pittore collocò un frate con un cavallo legato ad un
anello del muro, serviva evidentemente ad uso di scuderia e rimessa, o dava il passo ai
locali di servizio del chiostro, la lavanderia, il forno, ecc.

Era precisamente di fianco-ed a sinistra di chi guarda la facciata allora in costruzione
che si elevava il fabbricato maggiore del chiostro, dietro al quale scorgesi l'ampia tettoia
del locale tuttora esistente del refettorio con l'edicoletta sovrastante all'orologio, ed un cam-
panile che andò poi distrutto.

Ora, nonostante le piccole proporzioni di questa scena di sfondo, vedesi chiaramente
delineata dal pittore nel fabbricato di mezzo una porta di certo grandioso aspetto, in pieno
stile del Rinascimento ed a timpani rettangolari; e come non ravvisare in essa per l'appunto
l'antica e decorosa porta d'accesso dal gran piazzale al monastero?

Le piccole proporzioni di quel dipinto non lasciano luogo ad arguire in qual modo
precisamente fosse decorata questa porta, lo che del resto si osserva anche per i marmi
della facciata, tutti di una tinta biancastra, non senza che possa rilevarsi se e. di quali
sculture fosse già a quel tempo ornata nella sua parte inferiore.

Come però non sarebbe lecito asserire per ciò solo che all'epoca in cui il Borgognone
conduceva a fine quel dipinto, rude e grezza fosse tuttora la facciata della Certosa, così
non possiamo escludere senz'altro che quella porta d'accesso al chiostro fosse bensì a timpani
retti ed in materiali di pregio, ma destituita d'ogni ornamento, mentre invece alcuni tratti
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