Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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LE MAIOLICHE DEI DELLA ROBBIA

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soffrì avarìe per il giuoco del pallone, che prima si teneva sulla piazza Ducale, ed anche
oggi varie macchie di umidità deturpano la squisita bellezza delle ligure, che furono qua
e colà malamente restaurate, e rifatte in istucco nei pezzi mancanti.

Il plauso che ottenne questa splendida terra cotta invetriata, che dopo Firenze veniva
esposta al pubblico prima che in ogni altra città d'Italia, ed insieme la novità del geniale
lavoro, avrebbero dovuto indurre gli urbinati e sopra tutto la Corte dei Montefeltro a com-
metterne dei nuovi; ma all'infuori di una Tergine adorante il bambino, oggi venduta, che

MADONNA, DI LUCA DELLA ROBBIA (?)

(Già in San Domenico di Pesaro)

era nella casa Castracane-Staccoli, opera tarda da attribuire forse a Giovanni della Robbia,
non si ha notizia in Urbino di altri lavori consimili.

Questa Vergine per poche migliaia di lire fu venduta nel 1884 al compianto antiquario
marchigiano signor Pacifico Capponi, nel cui ricco negozio, posto presso il largo di S. Tri-
nità a Firenze, fu da me attentamente esaminata, poco prima che fosse rivenduta in Francia,
come mi si assicurò. Non era molto fine come tecnica, ma tutte le figure erano di una
espressione così gioconda e di un sentimento così ingenuo da far piacere a prima vista. I
fratelli Alinari di Firenze fecero una bellissima fotografìa di questo tabernacolo, che abbiamo
già riportato e che fu pure riprodotto in piccolo nell'opera Les della Robbia, di Cavallucci
e Molinier, a pag. 148, e fu catalogato, con attribuirlo senz'altro ai Della Robbia.

Ma il raffronto con altra Tergine col Bambin Gesù che trovasi nel Museo Nazionale di
Firenze, pure fotografata dai fratelli Alinari e nel catalogo delle loro fotografie (n. 2704,

Archivio storico dell'Arte, Serie 2', Anno I, fase. VI.
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