Archivio storico dell'arte — 2.Ser. 1.1895

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pag. 37) aggiudicata a Mattia della Robbia, la farebbero ascrivere a quest'ultimo. Certo
ambedue lo opere sono della stessa mano, come della stessa mano è pure quel bellissimo
medaglione conservato oggi nel Museo di Città di Castello, che rappresenta il soggetto me-
desimo e che fu riprodotto nel mio studio sulle maioliche robbiane nelle Marche, pubblicato
nelVItalia Artistica e Industriale.

Il medaglione di Città di Castello ha in più la solita decorazione policroma dei festoni

TESTA DI GUERRIERO, DI LUCA DELLA ROBBIA (?)

(Nella Raccolta delle Maioliche metaurensi a Pesaro)

di fiori e di frutta e sulla sinistra un gruppo di angeli dall'aria festosa, che cantano tenendo
innanzi a se distese le carte musicali.

Ma il profilo e l'espressione dolcemente devota della Tergine che adora il Bambino ed
il modo di giacere di quest'ultimo, sono identici. Basta a farne il raffronto, come noi abbiamo
fatto, con le citate fotografie.

Ma se in Urbino non si ebbero eguali monumenti di terra cotta invetriata, altri invece
se ne sparsero nella provincia, ed i frati domenicani di Pesaro, spinti dall'esempio dei cor-
religiosi di Urbino, fecero venire da Firenze un bellissimo tondo o medaglione con la Ver-
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